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comunicato stampa

Comunicato stampa sanità – 12 aprile 2018

La proposta di legge 145 sulle “sperimentazioni gestionali” in sanità, della Regione Marche, è uno dei primi atti avanzati per l’accelerazione della privatizzazione della sanità pubblica. Un percorso che non è iniziato oggi, che non è solo opera del PD a livello regionale, ma che vede coinvolte istituzioni, sindacati, partiti e associazionismo professionale in varia misura da almeno un quarto di secolo a questa parte. Il modello pubblico, universale, e gratuito della SSN è ormai scomparso da tempo nella chiusura dei piccoli ospedali, nella contrazione delle assunzioni di personale, nel super-ticket e nelle lunghe attese nei Pronto soccorso, nell’Intramoenia e nelle lunghe liste di attesa per la diagnostica, e … molto altro ancora. Purtroppo.

La Regione Lombardia, a guida leghista, ha fatto un passo avanti, riformando la sanità locale e chiamando in causa un gestore “altro” che possa prendere in carico un terzo della popolazione, quella affetta da patologie croniche. Multinazionali con sede a Dubai già hanno iniziato a candidarsi. Le Marche in questo si allineano ad una politica nazionale e le varie levate di scudi in atto, in molti casi assumono la valenza della strumentalità, specie da quelle forze politiche che hanno sempre aperto la porta al mercato privato -.

Nei fatti una buona parte dei posti letto pubblici del passato è stata trasformata in posti letto della sanità privata, letta in termini di cronicità, seguita dalla residenzialità privata. Infine poi ci sono quelle corporazioni che urlano da una parte a difesa del pubblico, mentre aprono la porta al welfare aziendale in altre occasioni.

La Proposta di legge della Regione Marche è scellerata, ma qualsiasi battaglia di opposizione che venga chiamata a raccolta deve avere tra i punti di rivendicazione: 1) la garanzia del mantenimento e del potenziamento dell’universalismo sanitario, dell’equità sociale e del diritto all’accesso ai servizi senza dover rincorrere un posto letto in giro per la regione, o pagare un esame arricchendo ulteriormente i soliti baroni; 2) la tutela sindacale dei lavoratori, contro ogni precarizzazione occupazionale o taglio salariale; 3) le garanzie ambientali, dato che ogni volta che c’è il mercato e la voglia di profitto, le scelte liberiste e private vanno sistematicamente in direzione di uno sfruttamento e di una devastazione territoriale senza rimedio; 4) se il rapporto pubblico-privato è inattaccabile (nulla è per sempre), non si deve in alcun modo aprire alla voracità di mutue, enti inutili, assicurazioni di vario tipo (il cosiddetto secondo pilastro) che sarebbe devastante per l’universalismo della sanità italiana.

Lungo la declinazione chiara e irrinunciabile dei punti elencati si potrà dispiegare una campagna di lotta partecipata a difesa della sanità pubblica, per non lasciare da soli lavoratori, malati, famiglie, persone che hanno bisogni sociali e sanitari disattesi sistematicamente dalle istituzioni.

Federazione Anarchica Italiana – Sez. “Bakunin” Jesi; Sez. “Ferrer” Chiaravalle

Alternativa Libertaria/FdCA sez. “Silvia Francolini” Fano/Pesaro

Gruppo Anarchico “Kronstadt” (senza fissa dimora) di Ancona

Fip. Via Pastrengo 2, Jesi

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comunicato stampa

Appello per la salute pubblica

Lunedì 16 aprile, alle ore 21,15 ci sarà un incontro sia sulla sanità
marchigiana in relazione al prossimo avvio della PDL 145/17 sulle
sperimentazioni gestionali che rappresenta una sorta di porta aperta
ad una accelerazione delle privatizzazioni della salute, e sia più in
generale sulle problematiche quotidiane dei cittadini colpiti dal
taglio dei servizi sanitari.

L’incontro è visto in prospettiva per la costituzione a livello locale
di un comitato per la salute pubblica che sappia rendere visibili le
istanze della collettività in tema della salute e sappia raccordarsi
con le altre realtà presenti sul territorio regionale. Un primo
appuntamento è dato dalla scadenza del prossimo 24 aprile in regione,
contro il PDL 145/17.

L’incontro è aperto a tutte le forze politiche e sindacali,
associazioni e singoli cittadini che condividono la necessità di una
costruzione dal basso di una piattaforma condivisa, in difesa della
salute pubblica, e si si terrà presso i locali del Centro Studi
Libertari “Luigi Fabbri” di Jesi, in Via Pastrengo 2.

11 aprile 2018

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osservatorio infortuni

Osservatorio incidenti sul lavoro, gennaio – febbraio 2018

A prima vista inizia bene per chi si spacca la schiena sul lavoro l’anno del cambio di governo. pochi infortuni riportati dalle cronache  in questi due mesi nelle marche, portano con se però un morto. L’anno che si è concluso invece segna un aumento dello 0,8% di infortuni denunciati, arrivando alla cifra di 18706 per la nostra regione dove la provincia con più infortuni rimane Ancona seguita da Pesaro Urbino. Sono stati 33 invece i morti sul lavoro, quasi 10 lavoratori al mese partono per lavoro e non fanno ritorno a casa . Come era ovvio a chi lavora, il fattore d’età è considerato fattore critico ora anche da ricercatori che si accorgono come gli infortuni sugli addetti over 55 anni sono aumentati di oltre il 40% dal 2016.mentre i para sindacati ormai fornitori di servizi chiedono alla Regione Marche degli “Stati generali della prevenzione” con un nuovo impulso alla salute e sicurezza del lavoro,il dato evidente di interesse della regione è il taglio di personale dei servizi di vigilanza SPSAL che fa parte della riorganizzazione della sanità marchigiana, dove magari poter infilare qualche contratto dei  lavoratori con assicurazioni sanitarie aziendali, aprendo cosi il percorso di una sanità non più  universalista, come i lavoratori avevano ottenuto 40 anni fa. Alla tornata elettorale  la classe lavoratrice sempre più sfruttata risponde purtroppo con la paura verso chi ha meno, invece che con l’organizzazione dal basso delle lotte e la  solidarietà tra sfruttati contro i padroni. alcuni sperando nelle ormai inutili urne,che in un sistema finanziario e capitalistico ormai sovra nazionale possono spartire le briciole a sacche varie di elettorato che consenta loro di rimanere a dirigere. Altri decidono di  aumentare il più grande partito  d’Italia,  l’astensione, che sale al 33%. Noi crediamo che la sola astensione non basti, bisogna inceppare i motori del capitalismo con le nostre vite. troppo spesso schiacciate  da ritmi e condizioni di lavoro, o da una disoccupazione. i dati portano a  numeri mai visti nel dopoguerra di famiglie operaie alle soglie della povertà assoluta , con aumenti del 178% dal 2008 al 2016, raggiungendo  la quota di 600.000. La fine della crisi nelle operose marche tarda a manifestarsi dopo la fine del metal-mezzadro merloniano, la ripresa evidentemente è per chi guadagna non per chi produce, ma di questo non ci meravigliamo, se i padroni ci allentano la pressione sulle nostre vite è solo per proprio tornaconto. Sono 47 le lettere di licenziamento arrivate alla orchidea di Ascoli, una ditta di confezioni con passivo di 270 mila euro. C’è sempre qualcuno che sfacciatamente sfrutta alla luce del sole come a  Pesaro un imprenditore sfruttatore aveva il 100% della forza lavoro in nero.

8 gennaio –   Monsano –  due operai, di 55 e 60 anni rimangono sotto lastre di alluminio che gli cadono addosso, soccorsi in codice giallo riportano lievi traumi.

9 gennaio –   provincia Ascoli al confine con marche e Abruzzo un agricoltore di 55 anni muore schiacciato da  balle di fieno mentre le movimentava per portarle in stalla

10 gennaio – Camerino – lavoratore rimane schiacciato sotto l’albero che stava tagliando elisoccorso in gravi condizioni

18 gennaio  – Acquaviva Picena  – agricoltore rimane schiacciato dal trattore nella rimessa

29 gennaio  – Corinaldo  – operaio cade da una scaffalatura elisoccorso

12 febbraio –  Civitanova  – un 48 enne imbarcato su un peschereccio rischia di perdere una mano dopo che un cavo di acciaio rischia di staccarla di netto durante un operazione di pesca, elisoccorso

23 febbraio –  Piediripa  – titolare di un deposito di latticini rimane ustionato a viso e lievemente intossicato mentre cerca di spegnere un incendio divampato nel suo deposito

26 febbraio  – Jesi –  operaio scivola mentre libera dalla neve un tendone, batte la testa ricoverato in prognosi riservata per trauma cranico

A cura de Centro Studi Libertari “Luigi Fabbri” – Jesi

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comunicato stampa

Comunicato stampa – venerdì 23 febbraio 2018

In risposta alla Lega di Senigallia che chiama in causa gli anarchici per la sua campagna elettorale. In primo luogo una cosa è una scritta con una “a cerchiata”, altra cosa sono gli anarchici e l’anarchismo, e il movimento anarchico organizzato, altra ancora il movimento dei centri sociali che pur al loro interno vedono la presenza di idee e persone anarchiche e libertarie. Una piccola precisazione a chi vuole far chiarezza sui termini e vorrebbe governare il paese.

Si perché la questione è tutta correlata alla grande campagna elettorale da anni portata avanti dalla Lega e che nella sostanza vende un prodotto povero per poter “acchiappare” elettorato. Questo prodotto è la paura, l’intolleranza, lo scaricare sugli altri la colpa dei propri sbagli. La lega non è un partitino nato ieri. Da decenni governa regioni importanti e negli ultimi 25 anni ha governato anche il paese in misura se non maggiore, uguale, in ordine temporale, a quella del centro-sinistra. Di conseguenza è responsabile al pari degli altri 8forse di più) della grave situazione attuale. Le sue idee in termini di economia e problemi sociali per il paese, possono essere verificate su come ha governato Lombardia, Veneto, Piemonte in primo luogo. Regioni dove le disuguaglianze sociali non sono scomparse, dove se si prende un treno nell’efficientissima Lombardia, c’è rischio di finire fuori dai binari per la cattiva manutenzione.

Regione dove si sta così bene, vedi il Veneto, che alcuni comuni preferiscono andare sotto la Provincia di Trento. La lega nel rispetto della legalità di cui si fa bandiera, ha varato una riforma regionale della sanità in Lombardia senza alcun minimo confronto con i territori, con gli operatori, con i cittadini, aprendo la porta alla privatizzazione e alla destrutturazione della sanità pubblica e universalista. Questo senza contare che il terrorista che ha sparato ad undici persone a Macerata era stato candidato nella lega e che porta tatuati segni nazi-fascisti. Alla fine uno è fascista non tanto per come lo chiamano gli altri, ma per gli argomenti che usa (esclusione sociale, colpevolizzazione, privilegio, etc.) e per i metodi (la forza di chi più urla e mette paura, quando non quella fisica vera e propria).

Dica ai suoi elettori che dopo il quattro marzo non un solo privilegio economico a favore dei grandi gruppi finanziari, dell’1% della popolazione più ricca, delle cattive banche europee, verrà tolto per far star meglio gli ultimi di questo paese. Gli stranieri sono anche quelli che pagano le tasse, vivono senza pretese e se quando fanno qualcosa contro la legge lo fanno in misura percentualmente molto minore rispetto ai tanti italiani che delinquono, poco o tanto. E’ più facile prendersela con i ruba galline piuttosto che con i grandi potentati finanziari, economici e culturali. Ieri era prima il Nord, oggi prima gli italiani? Una delle uniche cose concrete che La Lega ha fatto per questo paese oltre l’appropriazione indebita di 49 milioni di euro è stato aumentare il deficit pubblico con una interpretazione del federalismo al soldo del potere.

Circolo Studi Sociali “Ottorino Manni” – Senigallia

Alternativa Libertaria/FdCA

sez. “Silvia Francolini” Fano/Pesaro

F.A.I. – Federazione Anarchica Italiana

sez. “M. Bakunin” – Jesi

sez. “F. Ferrer” – Chiaravalle

Gruppo anarchico Kronstadt (senza fissa dimora) – Ancona

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comunicato stampa

Sulla manifestazione di sabato 10 febbraio prossimo a Macerata.

Sabato 10 come anarchici/e saremo a Macerata a dimostrare la nostra contrarietà alla violenza fascista che vede quotidianamente la legittimazione politica e mediatica dell’odio razzista e della provocazione squadrista. Sui social si sono moltiplicati gli atti di solidarietà verso lo stragista che ha ferito sei persone. Nelle città imperversano episodi di intolleranza (es. all’ospedale di Parma) e di propaganda elettorale della peggior specie. Al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Bolzano, un raid di Casa Pound se l’è presa con i senza tetto che dormono nella sala di attesa, per ripararsi dal freddo invernale, come se le misure anti-povero (dai decreti Minniti ai tanti sadici congegni come spunzoni e gli spezza-seduta delle panchine.. ) non fossero abbastanza per chi ha paura non tanto della povertà, ma degli esseri umani che si trovano in questa condizione. Chiamare infami queste pratiche è eufemismo. Ciò nonostante, siamo convinti che i partiti di destra da queste azioni vigliacche guadagneranno ulteriori voti, frutto della frustrazione, della stupidità, della miseria morale ed economica cui loro, per primi, hanno contribuito. In questo consideriamo sia importante non arrendersi al fascismo, mostrarsi in piazza come atto politico di solidarietà verso le vittime di Macerata, Parma, Bolzano, e tante altre. Noi non crediamo in un antifascismo fine a se stesso, che si manifesta a chiamata e su reazione della violenza squadrista. Noi crediamo che l’antifascismo oggi debba fare lo sforzo di mostrarsi unito nelle diversità delle sue anime, alla luce del sole, fermo e deciso nel messaggio di condanna della violenza e in grado di non accettare alcun tipo di provocazione. Noi crediamo in un antifascismo militante che si manifesta nei luoghi di lavoro a difesa degli sfruttati (tutti), negli ospedali, a difesa di una sanità pubblica e gratuita continuamente tagliata, nelle scuole dove l’istruzione accessibile ai più deboli debba garantire uno sviluppo autonomo e libero della persona. Rifiutiamo la guerra fra poveri, fra italiani ed immigrati oggi come fra Nord e Sud ieri, e siamo contro la guerra di classe operata da padronato, finanza, e complicità politiche ed istituzionali (tutte). Siamo in piazza per la solidarietà sociale, la libertà e l’uguaglianza nelle diversità.

F.A.I. Federazione Anarchica Italiana

sez. “M. Bakunin” – Jesi

sez. “F. Ferrer” – Chiaravalle

Gruppo Anarchico “M. Bakunin” FAIRoma

Alternativa Libertaria/FdCA

sez. “Silvia Francolini” – Fano/Pesaro

Gruppo Anarchico “Kronstadt” – (senza fissa dimora) Ancona

Fip. Via Pastrengo 2 – Jesi, 7 febbraio 2018