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volantino

La rivoluzione di un influenZer

Intanto a 22 anni si muove in fabbrica.

L’intervento dal palco del concerto del 1 maggio di Fedez ha avuto il merito di evidenziare diversi elementi importanti. In primo luogo il fatto che sui diritti non si può rimanere indietro e che men che meno non si torna indietro; siano essi diritti liberali (DDL Zan) o salariali, sociali, politici. In secondo luogo è stato smascherato il meschino tentativo di censura rivelando come i media – tutti -, siano totalmente asserviti agli interessi di palazzo, ossequiosi sempre al principe di turno, critici di qualsiasi opinione possa alterare lo status quo o l’umore del feudatario coinvolto. Infine la denuncia fatta dal cantante ha sottolineato, per l’ennesima volta, la presenza di una destra capace di dire le peggiori cose per raggranellare voti. Una destra capace di tagliare e togliere i più elementari diritti, dei più deboli, pur di ossequiare i suoi padroni, e rastrellare qualche buonuscita per se stessa. Una destra che in questi anni ha abbassato il livello del dibattito politico prossimo al negazionismo, al turpiloquio, al revisionismo e all’argomento scientifico maggiormente usato: chi urla di più e fa slogan più diretti, vince. Una destra funzionale anche ad una sinistra che si trova a dover difendere poco o nulla dei diritti degli ultimi, senza così venire distolta dal suo progetto di referente politico liberale verso gli stessi padroni da contendersi con la destra.

In merito l’intervento di Fedez sottolinea ulteriormente come la politica si sia spostata nei salotti televisivi e sui social, fatta da contrapposizioni e tifoserie ad uso e consumo delle masse che devono continuare a legittimare il sistema di sfruttamento e di dominio imperante. Un cantante ha più voce di un sindacalista, uno scienziato ha la stessa voce di un parolaio poltronaro. Uno dottore dei ricchi ha più voce, non ci meraviglia, di mille dottori dei poveri, magari legittimando il politico che affermava che dei dottori di famiglia non ce n’era più bisogno. Un opinionista radiofonico o un editorialista profumatamente pagato ha più voce di un rider, di un operaio, di un disoccupato, di un immigrato. Chi invece prova a far sentire la sua voce, davanti alle fabbriche, alle scuole e nelle piazze, viene perseguito e condannato come mai nessun politico, padrone o colletto bianco lo è stato per i tanti furti di soldi e futuro fatti alla collettività. La democrazia liberale mostra il suo vero volto di sempre, quello di un’oligarchia capitalista che sta conducendo una guerra di classe, contro gli sfruttati e i lavoratori, che fino ad oggi li ha visti sconfitti. Fino ad oggi.

FAI – Federazione Anarchica Italiana

   sez. “M. Bakunin” – Jesi

    sez. “F. Ferrer” – Chiaravalle

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osservatorio infortuni

Osservatorio Infortuni, gennaio – aprile 2021

A distanza di qualche mese, posiamo di nuovo lo sguardo sui disgraziati che muoiono e si mutilano per il mal-lavoro nelle marche per continuare ad alzare la voce su queste vicende quasi quotidiane
per squarciare il velo dell’abitudine alle disgrazie di noi lavoratori.
Se il forte calo di infortuni ( -17% ) sul lavoro e di incidenti in itinere (-30%), insieme ad un aumento del 39% di morti sul lavoro sono dati tangibili e caratteristici del primo anno di pandemia conclusosi a fine 2020 (un anno segnato senza dubbio dalla cessazione e dal rallentamento di molte attivita`), l’aumento degli infortuni segna invece il passo ad un 2021 di graduale ripresa del lavoro che non garantisce affatto sicurezza e salute per i lavoratori. sono 2782 i contagiati in ambito lavorativo in regione dall’inizio dell’anno. viene finalmente portata
in causa l’asur che dovrebbe effettuare regolari controlli preventivi sui luoghi di lavoro, una pratica, questa, divenuta sempre piu` importante per i lavoratori che non possono ormai contare sui sindacati, dediti alla mera prestazione di servizi e promuovendo soltanto semplici campagne
pubblicitarie sulla sicurezza, vedendosi bene dallo scuotere il sistema che li nutre. Nello specifico le aule di tribunale stabiliranno se l’asur, come risulta evidente, non abbia neppure visionato il piano dei lavori e le relative attuazioni in materia di igene e sicurezza in un cantiere per rimozione amianto da una tetto, un lavoro praticamente irrealizzabile in
sicurezza che costò la vita ad un operaio già vittima di altri infortuni con gli portarono
problemi alla vista e alla deambulazione quindi già non indicato per determinati lavori. Nel frattempo continuano a venir chiusi laboratori per contoterzi dove lavoratori in nero tra cui minori
lavorano anche senza riscaldamenti, le ditte appaltatrici rimangono sempre anonime e
fingono di misconoscere il rapporto tra i costi di produzione effettivi ed i costi di un lavoro eseguito secondo la legislazione vigente. i padroni si distinguono per fantasia e professionalità quando a seguito lunghe indagini viene a galla quello che i lavoratori conoscono da anni: i cantieri navali con
mille sub-appalti sono il luogo perfetto per lo sfruttamento, infatti è stato scoperto un giro di
aziende fasulle con 153 lavoratori in nero senza contributi o irpef con 131 milioni di euro
di fatture false, qualunque sia la condanna, un profitto cosi elevato copre di certo i rischi d’impresa
illegale. se sulla costa e nelle città turistiche si fa sentire il lamento di piccoli imprenditori
dell’intrattenimento alimentare tra bar e ristoranti sempre pronti a sfruttare giovani con
stage e contratti con orari fasulli, nell’entroterra fabrianese si sta consumando l’ennesimo dramma profondamente intrecciato ad una lunga storia di bieco sfruttamento, gli imprenditori che fino a ieri usavano gli ex mezzadri per
arricchirsi ora ad uno ad uno si sfilano da quei territori che avevano precedentemente e
fortemente caratterizzato. Questo è il capitalismo, non ci si puo` scandalizzare da chi per definizione opera per il maggior profitto possibile. ultima in ordine
di tempo è la vertenza elica che rischia di lasciare per strada 400 lavoratori, di famiglie e che e` di difficile soluzione, semplicemente il padrone ha deciso di spostarsi dove gli sfruttati
costano meno. anche la ex merloni ora Jp annuncia la mobilità per 500 lavoratori dopo ore e
ore di cassa. in regione il modello industriale sta indietreggiando da anni, nonostante gli
investimenti in infrastrutture e i favori economici della classe politica non più in grado di
assecondarsi i padroni a cui semplicemente non conviene più rimanere nel piccolo modello
marchigiano. la rappresentanza politica difficilmente si farà realmente carico delle vite e le difficoltà dei lavoratori che non devono però lasciare al padrone tutto il banco, ma rivendicare diritti, dignità e giustizia sociale, per un futuro migliore. Per tutti.

07 Gennaio  – Jesi –  operaio 55enne muore travolto sui binari della stazione da un escavatore su rotaia in manovra

13 gennaio   Cerreto d’esi – frontale camion auto feriti non gravemente entrambi l’autista del mezzo pesante agli arti inferiori

23 gennaio – monte san vito – incidente tra auto in una strada di campagna, tecnico agricolo riporta la frattura di 4 costole

29 gennaio   -Ancona  – operaio di 68 anni cade da tre metri d’altezza riportando traumi agli  arti inferiori per il cedimento di un controsoffitto della chiesa dove lavorava

9 febbraio  –  Osimo – incidente tra camion e autobus, il mezzo pesante finisce nel fosso  autista estratto dalle lamiere e trasportato in ospedale insieme ad alcuni  passeggeri dell autobus

12 febbraio  – ripe di tre castelli  – addetto  alla nettezza urbana vola a terra dopo che il mezzo a cui era appeso viene tamponato, elisoccorso

18 febbraio   -Cupramontana – dipendente delle poste coinvolto in un incidente con l’auto di servizio, estratto dalle lamiere dai pompieri

25 febbraio  – Fabriano   – 46enne operatore di una ditta che svolge lavori di manutenzione cade mentre pota un albero, su una scala, cadendo si infilza l’ascella negli spuntoni di un cancello sottostante

18 marzo – Fabriano –   frontale tra minibus e auto 4 lavoratori del cantiere della pedemontana feriti

25 marzo    Civitanova – operaio di 40 anni precipita da una tettoia che cede mentre era al lavoro trasferito d’urgenza in ospedale
Civitanova  muratore di 35 anni travolto da una pensilina di cemento durante i lavori ristrutturazione di una palazzina

30 marzo   –  Sassoferrato – autoarticolato finisce contro un albero, autista ferito camerino- operaio di 53 anni cade da un impalcatura in un cantiere batte la testa elisoccorso

31 marzo  – san benedetto – operaio di un cantiere edile 45enne viene colpito da una pesante  catena alla testa che  lo scaraventa a terra privo di conoscenza trasferito  d’urgenza

1 aprile – ancona – marittimo di 35 anni rimane gravemente ustionato a braccia e gambe.mentre era a bordo del mercantile F Claudia, fermo in banchina 8 del porto. investito dall’ondata di vapore fuoriuscita da una pompa idraulica in sala macchine

3 aprile – Marotta – incidente tra carroattrezzi e tir per trasporti eccezionali, grave un autista di 51anni estratto dalle lamiere incastrato col mezzo sotto lo scafo dello yacht in quel momento trasportato

21 aprile – Osimo – operaio di 27 anni cade da un cestello elevatore da un altezza di 5 metri  battendo la testa  e riportando sospetti politraumi elisoccorso

26 aprile – San Constanzo – operaio cade da un impalcatura in un agriturismo batte la testa e riporta politraumi elisoccorso

29 aprile – Castelfidardo – operaio di 30 anni rimane con una mano schiacciata in un macchinario

 

A cura del Centro Studi Libertari “Luigi Fabbri” Jesi

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1° Maggio manifesto

Pandemia 2021 – 25 Aprile, 1 Maggio

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comunicato stampa

Elica – CStampa del 04.04.2021

E` del 31 marzo la comunicazione ufficiale da parte di Elica del proprio piano industriale 2021-2023, che prevede la delocalizzazione al 70% dei siti industriali nel Fabrianese. Partiti, sindaci e sindacati giustamente stanno dichiarando la loro solidarietà ai 407 lavoratori in esubero. Drammi di questo tipo si ripropongono ormai da anni sul territorio marchigiano e nel resto del paese, per questo non possiamo riproporci allo stesso modo di chi, cadendo dal pero, erige barricate – ormai residuali – quando le decisioni sono state prese. E` un fatto che le aziende si basino sui profitti prima che sui dipendenti, ed in questo valutare quando – e come – convenga o meno produrre in un paese o in un altro, Italia compresa. Prima gli italiani vale solo come slogan elettorale.

Le aziende, con il pretesto della crisi, ricevono aiuti dallo Stato, ma pensare che i finanziamenti pubblici (e privati), vincolati da leggi di restituzione dei soldi in caso di delocalizzazione, siano una via sicura e percorribile per fornire una base di appoggio alle famiglie che perderanno un reddito è quanto mai utopistico. Elica, come molti colossi della zona, si è` strutturata nell’ultimo decennio in modo tale da non fornire appigli legali sui quali aggrapparsi. Fornisce costantemente documentazione, debitamente accettata dalle parti sociali, riguardo alla sicurezza sul lavoro, ai finanziamenti ricevuti, alla scelta del management, ed anche alla – non – certezza di un posto di lavoro, grazie a nuove tipologie contrattuali (es. gli stage, e gli sgravi fiscali relativi), all’inclusione (anche se solo di facciata) dei dipendenti nella gestione e trasparenza aziendale.

A governi locali e nazionali vanno chiesti da subito un sostegno alle famiglie che verranno a trovarsi in difficoltà e una prospettiva di reddito certo per i lavoratori licenziati. Per l’impoverimento economico dei territori, dato da una politica industriale scellerata, non ci facciamo illusioni sulla capacità (e possibilità) di impedirlo da parte dei signori del palazzo. Da parte nostra, come lavoratori e come anarchici crediamo che di fronte a questi drammi non si deve restare da soli, non possiamo permetterci di lasciare indietro nessuno, dunque costruire reti per tutelare chi di noi ha ed avrà più difficoltà rimane una priorità, per prevenire tragedie umane e famigliari. Nel frattempo, in solidarietà operaia offriremo quel che abbiamo, e restiamo a disposizione.

FAI – Federazione Anarchica Italiana

   sez. “M. Bakunin” – Jesi

   sez. “F. Ferrer” – Chiaravalle

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manifesto

Piazza della Repubblica