Promesse, poltrone e problemi reali.

I tre operai morti intossicati a Milano sono solo una delle ennesime sciagure che testimoniano della grave situazione in atto nel paese. Si lavora male, si vive peggio e la miseria e lo sfruttamento non fanno nemmeno più notizia, neanche rivendicazione politica. Meglio prendersela con gli stranieri, gli immigrati, quelli che non appartengono alla “razza bianca”. E mentre ci si affanna a contrastare il razzismo crescente, da quelli che dovevano essere eredi del centro sinistra arrivano addirittura dichiarazioni che “Mussolini ha fatto
tante e buone cose”.

L’accattonaggio di un voto non ha limiti e il populismo non ha freni. Si promette di ridare le pensioni, e intanto si smantella il sistema sanitario. Si dice di cancellare leggi inutili, ma intanto si ridurranno le tasse con il solo risultato positivo di far contenti i padroni e di soffocare nella disperazione lo stato sociale.

Chissà se i prossimi candidati alla guida del paese hanno mai passato otto ore in un Pronto Soccorso. O se hanno lavorato mai gratuitamente come metodo didattico di una scuola “moderna”. O se si sono realmente vergognati di vivere in paese dove si da fuoco ad un barbone, si ammazza di botte la propria ragazza, si prendono milioni di finanziamento di ogni tipo mentre a chi lavora si racconta la favoletta della crisi.

E’ troppo facile dire che dopo il 4 marzo non cambierà nulla, i rapporti di potere
economico e di gerarchia politica rimarranno gli stessi, o peggio, a prescindere da quali vincitori saliranno sulle poltrone del palazzo. E’ facile rinunciare o condividere ed arrabbiarsi sui social, lasciando le piazze al vuoto delle telecamere o dei nipotini dei servi dei nazisti. Come sarà ancor più facile morire di lavoro in un paese dove tutto cambierà unicamente a favore degli amici degli amici degli amici, con i servitori violenti di sempre, in camicia nera o no, con i bugiardi di sempre a gridare dalle pagine false di molti media, con la maggioranza dell’umanità disperata. Dal canto nostro non abbiamo alcuna facile promessa o menzogna da offrire dato che al potere e ai privilegi della casta politica e economica, contrapponiamo la pace e la giustizia sociale, la sicurezza per i più deboli, la libertà di essere diversi: neri, omosessuali, poveri o … donne.

Se bastasse il voto per cambiare questo stato di cose, se servisse la delega istituzionale a modificare i rapporti di potere nella società, allora le elezioni sarebbero state dichiarate illegali da un pezzo. Tutto questo non si è mai ottenuto con gli stessi strumenti a disposizione dei padroni, ma con la lotta e la solidarietà collettiva degli sfruttati. Strumenti per niente facili, ma che hanno sempre costruito società più giuste.

F.A.I – Federazione Anarchica Italiana

sez. “M. Bakunin” – Jesi

sez. “F. Ferrer” – Chiaravalle

Osservatorio incidenti sul lavoro, Novembre – Dicembre 2017

Un ultimo bimestre , che sul piano infortunistico non si differenzia dal resto dell’anno, in quanto continuano incidenti e morti. Un 2017 nero che con i suoi numeri, ben evidenzia che le iniziative da parte delle istituzioni poco possono, contro un mondo del lavoro che dimentica per il massimo profitto chi il lavoro è costretto a svolgerlo. Da gennaio a settembre nelle Marche gli infortuni denunciati sono stati 13.774; aumentano del +5,89% nell’industria, + 4,34% nel terziario, +7,63% nel manifatturiero, +4,81% nell’edilizia , +3,33%nell’artigianato , +6,68% nel commercio all’ingrosso. Un dato allarmante sono i 13 morti nell’industria del 2017, confrontati contro i 3 del 2016 dello stesso settore. Queste pessime percentuali vanno ben rapportate poiché nell’edilizia c’è stato un dimezzamento delle imprese con conseguente calo dei lavoratori e delle ore lavorate. Anche il settore trasporti non se la passa molto meglio di fronte all’aumento del traffico veicolare del 5% nel tratto marchigiano dell A14. In due anni scompaiono 182 aziende di autotrasporti con la perdita di 300 addetti, mentre i ricavi delle aziende del settore aumentano del 1,5%. In questo inizio d’anno si parla molto dell’aumento degli occupati in Italia, mentre nelle Marche i disoccupati salgono nel 2017 a 73.000, in pratica sonio raddoppiati in 10 anni. In un quadro demografico regionale che invecchia, dal lato dei padroni c’è sempre quello “sfortunato” che cade nei minimi controlli di facciata; ed ecco che a Pesaro viene messo ai domiciliari un imprenditore per caporalato e sfruttamento dei lavoratori per turni di 10 ore pagati la metà, telecamere nascoste, ferie negate e acquisto dell’abbigliamento antinfortunistica a spese dei dipendenti, oltre ovviamente a lavoratori in nero. Come a Ussita nei cantieri dei S.A.E per i terremotati, dove a fronte di gare d’appalto vinte al massimo ribasso e l’incompetenza di progettazione/costruzione delle casette, i pronti soccorsi riportano infortuni a lavoratori che non esistono, non pagati e senza contratti. In pratica nei cantieri lavorano il doppio degli operai dichiarati, molti reclutati direttamente all’estero e con contratti poco chiari per rispettare i tempi di esecuzione..

1 novembre – Corridonia – artigiano si ferisce al volto con la mola che gli sfugge di mano elisoccorso

2 novembre – Monte San Giusto – agricoltore rimane incastrato sotto il trattore che si sfrena elisoccorso

7 novembre- Castelfidardo – operaio in un azienda di stampaggio rimane con le mani incastrate in una pressa elisoccorso rischia di perdere entrambe le mani

11 novembre – Loro piceno – padre e figlio agricoltori si ribaltano con il trattore uno muore l’altro rimane ferito gravemente

13 novembre – Monte san giusto – postina 43enne rimane schiacciata tra il furgone che si sfrena e un cancello elisoccorsa con una ferita alla testa e una grave emorragia –

Ancona – muore l’operaio rimasto ferito nell’incidente alla ISA yacht lo scorso ottobre dopo tre settimane di agonia

22 novembre – Ancona – corriere di 52 anni mentre fa manovra con il proprio mezzo impatta con un altro rimorchio rimane incastrato tra le lamiere dell’abitacolo riporta politraumi

24 novembre – San benedetto – meccanico di 44 anni rimane schiacciato da un furgone che stava riparando sull’elevatore dell’officina elisoccorso con contusioni e un pesante trauma toracico

Chiaravalle – tecnico Telco di 58 anni cade da una scala mentre collega dei cavi su una recinzione che gli trapassa un braccio infilzandolo 29 novembre – ancona – marinaio di 52 anni cade in mare da un peschereccio a 12 miglia dalla costa di ancona muore annegato

1 dicembre – San benedetto – camion in manovra schiaccia un ambulante di 40 anni mentre riponeva la merce del mercato nel suo furgone elisoccorso in gravi condizioni

13 dicembre -Grottammare – A14 dipendente di autostrade urta con il furgone la parete della galleria rimane ferito

15 dicembre – Pioraco – in cartiera un operaio rimane con la mano schiacciata sotto una pressa

15 dicembre – Ussita – vari infortuni non riconosciuti su operai fantasma nei cantieri dei SAE nelle zone terremotate

27 dicembre – Senigallia – artigiano edile di 31 anni si taglia ad un piede con una sega circolare che gli cade di mano in un cantiere ricoverato con prognosi riservata

30 dicembre – Caldarola- due operai al lavoro su una conduttura di metano avvolti dalle fiamme un 25enne spento dai colleghi elisoccorso riporta ustioni su addome braccia, collo e volto è grave, l’altro un 50enne riporta lesioni meno gravi

A cura del Centro Studi Libertari “Luigi Fabbri” di Jesi

Per il compagno Donato

Il compagno Donato Romito ci ha lasciato il 13 gennaio scorso. Una perdita che diffonde un senso di vuoto incolmabile e un peso emotivo insopportabile che difficilmente si possono descrivere, perché difficile è descrivere, a chi non lo conosceva, la statura politica, umana, sindacale, pedagogica e relazionale di Donato. La sua militanza attraversa quasi mezzo secolo di storia di questo paese. Da Sud a Nord, quando l’impegno e la passione politica partivano dal senso di appartenenza alla propria terra per dirigersi verso i luoghi tanti dell’immigrazione e dello sfruttamento, nella lotta sindacale, nell’organizzazione e nella militanza politica, nell’appartenenza alle idee e alle pratiche dell’anarchismo. Donato inizia la sua attività in anni duri, ma carichi di aspettative, continuandola incessantemente, anche quando le stesse aspettative si riducono, e i tempi continuano ad essere duri e sempre più avari di risultati, mostrando una determinazione e una onestà intellettuale non comuni. In questo Donato riusciva sempre a trarre un insegnamento, elaborare un’analisi, tracciare un orizzonte strategico di impegno e lotta sociale. La sua presenza ad un corteo o ad uno sciopero, in un’assemblea o in un dibattito rappresentava uno sprone a valorizzare il proprio impegno, individuale e collettivo. Tante le compagne ed i compagni che possono portare testimonianze dell’impegno di Donato. Su tutte, una delle più recenti: “Lascia un segno indelebile nella memoria e nella formazione di noi giovani militanti – hanno sottolineato alcuni compagni del “Fabbri” di Jesi – e gli siamo riconoscenti della fiducia riposta al desiderio di condividere con lui i frutti della nostra attività politica”. Tanti i momenti di lotta cui ha partecipato. Su tutti piace ricordarlo durante una manifestazione antimilitarista all’Aeroporto di Falconara, nell’aprile di quasi venti anni fa (era il 17 dell’anno 1999) e si stava svolgendo la prima guerra ufficiale della Nato sul suolo europeo, quella per la “liberazione” del Kosovo, quella dei bombardamenti su Belgrado. Un serpentone umano si snodò all’esterno dell’Aeroporto Militare, composto da varie anime antagoniste, dai centri sociali, ai pacifisti, agli anarchici. Lo spezzone rosso-nero, per un momento si ritrovò alla testa del corteo, e tutti, Donato compreso, ci rallegrammo di ritrovarci lì, in tanti anarchici e libertari, spontaneamente, senza esserci dati un appuntamento preciso, ma ben visibili, determinati ed organizzati. Gli occhi strizzati benevolmente, in un’espressione di soddisfazione, con una piega del sorriso verso l’alto, accentuata dal contorno degli eterni baffi comunisti e anarchici, è uno dei ricordi di Donato rubati a quel sabato antimilitarista. Un’immagine che forse mitiga per un attimo la perdita del compagno. Qualcuno ha detto una volta: “Sarà una risata che vi seppellirà”, a noi ci basta il ricordo del sorriso di Donato, i suoi insegnamenti e la sua determinazione, per continuare a dare l’assalto al cielo.

Centro Studi Libertari “Luigi Fabbri” – Jesi

F.A.I. – Gruppo Anarchico “Michele Bakunin” – Jesi

F.A.I. – Gruppo Anarchico “Francisco Ferrer” – Chiaravalle;

Gruppo Anarchico “Kronstadt” (senza fissa dimora) – Ancona

27 e 28 dicembre 2017 – NOISEmoJESI vol.2 @cslfabbri

Due giorni a sostegno del CSL Luigi Fabbri di Jesi
Live & Social Festival

Ci rimane una solidarietà da portare avanti con i denti e legami di autorganizzazione da annodare sempre più stretti!
Un Festival ma non solo, un momento di incontro fra persone e idee. Un festival libertario, un festival musicale, un festival culturale, un festival sociale.
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# Mercoledì 27 Dicembre
dalle 18.00 alle 00.00

22.00 – CACAO
21.00 – LEBOWSKI
– pausa cena –
19.00 – BLISTER SISTERS
18.00 – DEAF

a seguire DJ STROCCAMIX & NANDO THE BUTCHER DJ – Selezione 100% Al vinile
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# Giovedì 28 Dicembre
dalle 18.00 alle 00.00

22.00 – STORM{O}
21.00 – LUDMILLA SPLEEN
– pausa cena –
19.00 – MONTANA
18.00 – GO CANNIBAL

a seguire DJ STROCCAMIX & NANDO THE BUTCHER DJ – Selezione 100% Al vinile
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Durante tutto il festival:
Proiezione del DocuFilm girato durante la scorsa edizione :
NOISEmoJESI #1
di Fabio Cotichelli
con Gerda, LLEROY , PaperogA, Palmer Generator, Jesus Franco & The Drogas, TONTO, Void 00, Supermelodia & Andy Borotalco
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Cena Vegan (Chili Vegan by Maio Trash)
Panini con Porchetta
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Amici ospiti delle serate:
Jack Rabbit – brewpub indipendente – Jesi con il grande
Marco alle spine
Gabriele Santamaria al banco Cocktail Supremi

La libertà non si mendica… si prende!