24 marzo – apericena sociale in ricordo di Cesare e Duilio

Sabato 24 marzo, Centro Studi Libertari “Luigi Fabbri”, Via Pastrengo 2, Jesi

Apericena sociale in ricordo di Cesare e Duilio

Due amici, due compagni anarchici, se ne sono andati assieme: il 20 marzo del 2008 Duilio, il giorno dopo, Cesare. Figli di una stessa idea di riscatto sociale, diversi nei percorsi di vita e di lotta. Duilio, artigiano, arrotino, espressione di quel mondo libero che cambia le cose con le sue mani e la sua conoscenza, autodidatta per passione, anarchico di conseguenza. Cesare operaio metalmeccanico e sindacalista, delegato CGIL, sempre in prima fila negi scioperi e sempre presente nelle assemblee, fu l’anima delle strenue lotte degli operai della SIMA contro una ristrutturazione devastante che avrebbe rappresentato l’inizio della fine del tessuto industriale della Vallesina. Cesare Tittarelli era così pronto alla lotta, a bloccare un treno in mezzo alle rotaie e mostrarsi intransigente verso l’arroganza padronale, al pari di come era sempre disponibile a mediare, conciliare, scendere a patti pur di – da bravo sindacalista – portare un qualche risultato positivo per i suoi compagni di lavoro.

Sembrano passati dieci secoli da allora.

Abbiamo deciso quindi di organizzare una apericena aperta a tutti per ricordarli, a distanza di dieci anni.

Nel pomeriggio Tullio Bugari leggerà alcuni
brani in cui sono ricordati Cesare e Duilio,
tratti dal suo romanzo ‘E Riavulille (in
uscita nei prossimi giorni) e dal libro
sorico “La Simeide” in uscita
a fine anno.

Osservatorio incidenti sul lavoro, gennaio – febbraio 2018

A prima vista inizia bene per chi si spacca la schiena sul lavoro l’anno del cambio di governo. pochi infortuni riportati dalle cronache  in questi due mesi nelle marche, portano con se però un morto. L’anno che si è concluso invece segna un aumento dello 0,8% di infortuni denunciati, arrivando alla cifra di 18706 per la nostra regione dove la provincia con più infortuni rimane Ancona seguita da Pesaro Urbino. Sono stati 33 invece i morti sul lavoro, quasi 10 lavoratori al mese partono per lavoro e non fanno ritorno a casa . Come era ovvio a chi lavora, il fattore d’età è considerato fattore critico ora anche da ricercatori che si accorgono come gli infortuni sugli addetti over 55 anni sono aumentati di oltre il 40% dal 2016.mentre i para sindacati ormai fornitori di servizi chiedono alla Regione Marche degli “Stati generali della prevenzione” con un nuovo impulso alla salute e sicurezza del lavoro,il dato evidente di interesse della regione è il taglio di personale dei servizi di vigilanza SPSAL che fa parte della riorganizzazione della sanità marchigiana, dove magari poter infilare qualche contratto dei  lavoratori con assicurazioni sanitarie aziendali, aprendo cosi il percorso di una sanità non più  universalista, come i lavoratori avevano ottenuto 40 anni fa. Alla tornata elettorale  la classe lavoratrice sempre più sfruttata risponde purtroppo con la paura verso chi ha meno, invece che con l’organizzazione dal basso delle lotte e la  solidarietà tra sfruttati contro i padroni. alcuni sperando nelle ormai inutili urne,che in un sistema finanziario e capitalistico ormai sovra nazionale possono spartire le briciole a sacche varie di elettorato che consenta loro di rimanere a dirigere. Altri decidono di  aumentare il più grande partito  d’Italia,  l’astensione, che sale al 33%. Noi crediamo che la sola astensione non basti, bisogna inceppare i motori del capitalismo con le nostre vite. troppo spesso schiacciate  da ritmi e condizioni di lavoro, o da una disoccupazione. i dati portano a  numeri mai visti nel dopoguerra di famiglie operaie alle soglie della povertà assoluta , con aumenti del 178% dal 2008 al 2016, raggiungendo  la quota di 600.000. La fine della crisi nelle operose marche tarda a manifestarsi dopo la fine del metal-mezzadro merloniano, la ripresa evidentemente è per chi guadagna non per chi produce, ma di questo non ci meravigliamo, se i padroni ci allentano la pressione sulle nostre vite è solo per proprio tornaconto. Sono 47 le lettere di licenziamento arrivate alla orchidea di Ascoli, una ditta di confezioni con passivo di 270 mila euro. C’è sempre qualcuno che sfacciatamente sfrutta alla luce del sole come a  Pesaro un imprenditore sfruttatore aveva il 100% della forza lavoro in nero.

8 gennaio –   Monsano –  due operai, di 55 e 60 anni rimangono sotto lastre di alluminio che gli cadono addosso, soccorsi in codice giallo riportano lievi traumi.

9 gennaio –   provincia Ascoli al confine con marche e Abruzzo un agricoltore di 55 anni muore schiacciato da  balle di fieno mentre le movimentava per portarle in stalla

10 gennaio – Camerino – lavoratore rimane schiacciato sotto l’albero che stava tagliando elisoccorso in gravi condizioni

18 gennaio  – Acquaviva Picena  – agricoltore rimane schiacciato dal trattore nella rimessa

29 gennaio  – Corinaldo  – operaio cade da una scaffalatura elisoccorso

12 febbraio –  Civitanova  – un 48 enne imbarcato su un peschereccio rischia di perdere una mano dopo che un cavo di acciaio rischia di staccarla di netto durante un operazione di pesca, elisoccorso

23 febbraio –  Piediripa  – titolare di un deposito di latticini rimane ustionato a viso e lievemente intossicato mentre cerca di spegnere un incendio divampato nel suo deposito

26 febbraio  – Jesi –  operaio scivola mentre libera dalla neve un tendone, batte la testa ricoverato in prognosi riservata per trauma cranico

A cura de Centro Studi Libertari “Luigi Fabbri” – Jesi

05,12,19 aprile – CineDistopia #1 at CSL Fabbri

Ritorna il cineforum libertario al CSL “Fabbri”, questa volta vi proponiamo una rassegna composta da tre titoli in tema “distopia fantascientifica”.


Apertura del circolo alle 20:30,

inizio proiezioni alle 21:00.

Via Pastrengo 2, Jesi


Giovedì 05 aprile, “The zero theorem” [2013] di T. Gilliam, 107 min. – Vai al trailer

Giovedì 12 aprile, “Arès” [2016] di J.P. Benes, 90. min. – Vai al trailer

Giovedì 19 aprile, “A scanner darkly” [2006] – R. Linklater, 105 min. – Vai al trailer

 

La libertà non si mendica… si prende!