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comunicato stampa

ATTENZIONE! Gli anarchici sono fra voi?

Partiamo da un fatto. Sì, gli anarchici sono fra voi:
lavorano al vostro fianco nelle scuole, in fabbrica, in ospedale come in famiglia… non trovano lavoro come voi, e quando lo trovano subiscono la vostra stessa precarietà. Forse sono brutti, a volte sporchi, ma cattivi…questo appellativo lo lasciamo a chi cerca sempre di parlare al posto nostro.

Noi siamo anarchici, la polizia ci conosce come ci conosce la città che viviamo, e sa benissimo che non abbiamo nulla da nascondere, mentre noi non possiamo certo affermare lo stesso di loro.

Eppure la politica nazionale, seguita saldamente dai giornali, ci tiene ultimamente a tirare in ballo gli anarchici, a sinistra ci compatiscono per la nostra presunta idealistica intransigenza (alcuni di noi hanno votato “No” al referendum sapete?), ci appioppano le proprie contraddizioni istituzionali che vogliono le carceri ma senza esagerare. Vogliono l’esercito, ma europeo. Come se andare in guerra con la bandiera blu o tricolore cambiasse qualcosa per noi futuri fanti coscritti. Vogliono il capitalismo, ma buono… come se lavorare otto ore al giorno col sorriso ci restituisse la giornata persa solo per far correre il mondo verso le guerre e il riscaldamento globale.

E che dire della destra? Ci attribuisce il merito di avere sedi dappertutto, di essere infiltrati meglio delle forze dell’ordine e di riuscire a mettere sotto scacco città intere. Dall’800 ci descrivono così…serve commentare?

A quanto pare molti parlano dinoi e per noi, allora parliamo anche noi un po’ degli altri: parliamo del verso in cui sta andando la vostra democrazia, in Italia come all’estero, delle vostre carceri sovraffollate, dei vostri CPR e dei vostri decreti sicurezza.

Parliamo del provvedimento di polizia che vieta preventivamente un presidio a Roma per quei due morti in circostanze da accertare, a quanto pare girato sui social, per il quale nessuno però aveva ancora chiesto un’autorizzazione in questura. Come rilasciare un’ordinanza di diniego se nessuno aveva richiesto ancora niente?

Parliamo di quei giornalisti che pur di motivare tutto questo cianciare, attribuiscono la prontezza di riflessi delle forze dell’ordine come diretta conseguenza della relazione annuale dei servizi segreti, quando questo documento, presentato come ogni anno in parlamento, tratta delle vere minacce all’ultima moda: guerre ibride e scenari bellici.

Parliamo della Lega, che pur di voler attirare l’attenzione e di dire la propria tira fuori dal cilindro una proposta di legge strafalciona che vorrebbe la cosiddetta “rete antifa”, anarchica e terrorista, quando in Italia semplicemente non esiste alcuna rete di questa fattispecie, neppure dopo anni di retate, processi e tentativi di fabbricarla a tavolino per avere un nemico interno.

Parliamo della Salis. Già perchè a tutti ha fatto comodo parlarne come di una anarchica, una di quella pericolosa e misteriosa rete “antifa”, che da europarlamentare AVS e da cittadina voleva partecipare alla manifestazione “No Kings” di Roma e si è trovata la polizia alla porta della camera d’albergo in cui alloggiava, fermata per un’ora senza ricevere alcun verbale. Una richiesta di un paese estero dicono. Il verbale però va rilasciato, con o senza motivazioni di casi internazionali… sapete?

Noi, in fondo, non siamo molto diversi da voi. Siamo anarchici e orgogliosi di esserlo perchè vogliamo una vita migliore, ma per tutti, un mondo senza sfruttamento, confini e guerre. Purtroppo non vediamo ancora idee e soluzioni migliori e le vostre non sembra che stiano funzionando.

FAI – Federazione Anarchica Italiana
   Sez. “M. Bakunin” – Jesi
   Sez. “F. Ferrer” – Chiaravalle

Gruppo Anarchico “Kronstadt” (senza fissa dimora) – Ancona

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volantino

Iran. Disertiamo la guerra!

L’attacco di Stati Uniti ed Israele all’Iran ha innescato un’escalation bellica che sta incendiando i paesi tra il Mediterraneo e il golfo persico. Una deflagrazione a livello globale appare sempre più vicina.

A Stati Uniti ed Israele non importa nulla delle aspirazioni di libertà costate trentamila morti e diecimila prigionieri politici a chi ha scelto di sfidare la Repubblica islamica. La posta in gioco per gli Stati Uniti è il controllo delle risorse e dello stretto di Hormuz, l’isolamento della Russia, la fine del commercio di idrocarburi con la Cina.

Israele prova a regolare i conti con Hezbollah, facendo leva sulle divisioni tra gli sciiti libanesi.

È un’operazione azzardata, specie se il governo israeliano non si accontenterà di controllare la striscia sino al fiume Litani, tentando un’operazione di terra più in profondità, che potrebbe essere molto impegnativa sul piano militare e foriera di nuove proteste ed iniziative disfattiste su quello interno. Netanyahu si muove sul filo del rasoio, con una mossa calcolata per arrivare con posizioni più forti alle elezioni. Il governo del Likud e dei suoi alleati dell’estrema destra religiosa, punta sull’espansione in Cisgiordania e sulla guerra per evitare una bocciatura alle urne, che decreterebbe la fine politica del premier e dell’attuale alleanza di governo. Tuttavia la carta del compattamento di fronte ad un nemico storico rischia di risultare logora specie se il conflitto non sarà breve: dal Nord del paese, colpito da una pioggia di missili, fuggono nuovamente a migliaia ed ll 30% della popolazione di Israele, quella più povera, non ha rifugi sicuri contro le bombe.

In Iran l’opposizione politica e sociale internazionalista, di classe e libertaria si oppone alla guerra. La guerra di Trump e Netanyahu non è combattuta in loro nome. Le bombe israeliane e statunitensi massacrano la popolazione civile mentre un regime sempre più sanguinario e feroce priva del cibo i prigionieri politici e li usa come scudi umani nelle basi militari.

E l’Italia? Da anni piattaforma logistica per la guerra in Ucraina e a Gaza, oggi ha un ruolo nevralgico nel supporto militare del conflitto con l’Iran. La fregata missilistica Martinengo è stata dislocata a Cipro, aiuti militari sono stati inviati ai paesi del Golfo.

Il governo nega di voler entrare in guerra, ma il nostro paese lo è già da anni, e le nostre tasche lo dimostrano facilmente:

i prezzi ad ogni angolo della nostra quotidianità sono alle stelle, la stretta securitaria lascia presagire necessarie contromisure di un paese che, come il resto d’Europa, si prepara a scenari bellici, ed infine le notizie e le informazioni, come da manuale, vengono costantemente distorte dai media, suggerendo posizioni politiche su cui polarizzarsi e polarizzare un dibattito politico che solo ogni tanto ormai si desta dalla follia del rincorrere i commenti social, per ridursi a parlare di quanto sia brutto e cattivo il “nemico”.

Vogliamo un mondo senza frontiere, eserciti, oppressione, sfruttamento.

Solo un’umanità internazionale potrà gettare le fondamenta di quel mondo di libere ed uguali che può porre fine alle guerre.

FAI – Federazione Anarchica Italiana

sez. “M. Bakunin” – Jesi

sez. “F. Ferrer” – Chiaravalle

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concerti

DOM 22 Marzo. ARRRGO+BUIODENTRO. @ CSLFABBRI

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aperitivo General incontro con autore presentazione libro

SAB14Marzo – Femminismo, lavoro e anarchismo in Cina

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DOM22FEB: SFC + Fustigatori del cazzo @CSLFABBRI