Nasce l’Assemblea per la salute pubblica Jesi e Vallesina

Lunedì 16 aprile si sono riunite a Jesi una trentina di persone provenienti da varie esperienze, attivisti di associazioni e movimenti politici, operatori sanitari e comuni cittadini, per discutere insieme dei danni causati dai continui tagli al welfare, in particolar modo dalla privatizzazione della salute e, in ultimo, dai rischi rappresentati in questo senso dalla PDL 145/17 che verrà trattata in Consiglio Regionale martedì 24 aprile.

Il gruppo ha deciso di costituirsi in “Assemblea per la salute pubblica di Jesi e Vallesina”, inserendosi così nella Rete dei Forum per la Sanità Pubblica, che si sta sviluppando in molte realtà della nostra Provincia e della Regione Marche.

Questo nuovo coordinamento intende realizzare fin da subito una campagna informativa a favore di una sanità pubblica, equa ed onesta, a partire dal volantinaggio previsto sabato prossimo a Jesi.

L’Assemblea per la salute pubblica di Jesi e Vallesina invita coloro che ne hanno la possibilità a partecipare al presidio che si terrà il 24 aprile presso la sede del Consiglio Regionale in Ancona, contro la scellerata PDL 145/17 della Giunta Ceriscioli e rivolge un forte richiamo alle organizzazioni dei lavoratori della sanità, ai Sindaci e ai Consigli Comunali di Jesi e della Vallesina, affinché esprimano pubblicamente la loro contrarietà all’approvazione della PDL 145, mettendo in atto ogni azione di loro competenza.

16/04/2018 Assemblea per la Salute Pubblica – Jesi e Vallesina

Comunicato stampa sanità – 12 aprile 2018

La proposta di legge 145 sulle “sperimentazioni gestionali” in sanità, della Regione Marche, è uno dei primi atti avanzati per l’accelerazione della privatizzazione della sanità pubblica. Un percorso che non è iniziato oggi, che non è solo opera del PD a livello regionale, ma che vede coinvolte istituzioni, sindacati, partiti e associazionismo professionale in varia misura da almeno un quarto di secolo a questa parte. Il modello pubblico, universale, e gratuito della SSN è ormai scomparso da tempo nella chiusura dei piccoli ospedali, nella contrazione delle assunzioni di personale, nel super-ticket e nelle lunghe attese nei Pronto soccorso, nell’Intramoenia e nelle lunghe liste di attesa per la diagnostica, e … molto altro ancora. Purtroppo.

La Regione Lombardia, a guida leghista, ha fatto un passo avanti, riformando la sanità locale e chiamando in causa un gestore “altro” che possa prendere in carico un terzo della popolazione, quella affetta da patologie croniche. Multinazionali con sede a Dubai già hanno iniziato a candidarsi. Le Marche in questo si allineano ad una politica nazionale e le varie levate di scudi in atto, in molti casi assumono la valenza della strumentalità, specie da quelle forze politiche che hanno sempre aperto la porta al mercato privato -.

Nei fatti una buona parte dei posti letto pubblici del passato è stata trasformata in posti letto della sanità privata, letta in termini di cronicità, seguita dalla residenzialità privata. Infine poi ci sono quelle corporazioni che urlano da una parte a difesa del pubblico, mentre aprono la porta al welfare aziendale in altre occasioni.

La Proposta di legge della Regione Marche è scellerata, ma qualsiasi battaglia di opposizione che venga chiamata a raccolta deve avere tra i punti di rivendicazione: 1) la garanzia del mantenimento e del potenziamento dell’universalismo sanitario, dell’equità sociale e del diritto all’accesso ai servizi senza dover rincorrere un posto letto in giro per la regione, o pagare un esame arricchendo ulteriormente i soliti baroni; 2) la tutela sindacale dei lavoratori, contro ogni precarizzazione occupazionale o taglio salariale; 3) le garanzie ambientali, dato che ogni volta che c’è il mercato e la voglia di profitto, le scelte liberiste e private vanno sistematicamente in direzione di uno sfruttamento e di una devastazione territoriale senza rimedio; 4) se il rapporto pubblico-privato è inattaccabile (nulla è per sempre), non si deve in alcun modo aprire alla voracità di mutue, enti inutili, assicurazioni di vario tipo (il cosiddetto secondo pilastro) che sarebbe devastante per l’universalismo della sanità italiana.

Lungo la declinazione chiara e irrinunciabile dei punti elencati si potrà dispiegare una campagna di lotta partecipata a difesa della sanità pubblica, per non lasciare da soli lavoratori, malati, famiglie, persone che hanno bisogni sociali e sanitari disattesi sistematicamente dalle istituzioni.

Federazione Anarchica Italiana – Sez. “Bakunin” Jesi; Sez. “Ferrer” Chiaravalle

Alternativa Libertaria/FdCA sez. “Silvia Francolini” Fano/Pesaro

Gruppo Anarchico “Kronstadt” (senza fissa dimora) di Ancona

Fip. Via Pastrengo 2, Jesi

Appello per la salute pubblica

Lunedì 16 aprile, alle ore 21,15 ci sarà un incontro sia sulla sanità
marchigiana in relazione al prossimo avvio della PDL 145/17 sulle
sperimentazioni gestionali che rappresenta una sorta di porta aperta
ad una accelerazione delle privatizzazioni della salute, e sia più in
generale sulle problematiche quotidiane dei cittadini colpiti dal
taglio dei servizi sanitari.

L’incontro è visto in prospettiva per la costituzione a livello locale
di un comitato per la salute pubblica che sappia rendere visibili le
istanze della collettività in tema della salute e sappia raccordarsi
con le altre realtà presenti sul territorio regionale. Un primo
appuntamento è dato dalla scadenza del prossimo 24 aprile in regione,
contro il PDL 145/17.

L’incontro è aperto a tutte le forze politiche e sindacali,
associazioni e singoli cittadini che condividono la necessità di una
costruzione dal basso di una piattaforma condivisa, in difesa della
salute pubblica, e si si terrà presso i locali del Centro Studi
Libertari “Luigi Fabbri” di Jesi, in Via Pastrengo 2.

11 aprile 2018

Comunicato stampa – venerdì 23 febbraio 2018

In risposta alla Lega di Senigallia che chiama in causa gli anarchici per la sua campagna elettorale. In primo luogo una cosa è una scritta con una “a cerchiata”, altra cosa sono gli anarchici e l’anarchismo, e il movimento anarchico organizzato, altra ancora il movimento dei centri sociali che pur al loro interno vedono la presenza di idee e persone anarchiche e libertarie. Una piccola precisazione a chi vuole far chiarezza sui termini e vorrebbe governare il paese.

Si perché la questione è tutta correlata alla grande campagna elettorale da anni portata avanti dalla Lega e che nella sostanza vende un prodotto povero per poter “acchiappare” elettorato. Questo prodotto è la paura, l’intolleranza, lo scaricare sugli altri la colpa dei propri sbagli. La lega non è un partitino nato ieri. Da decenni governa regioni importanti e negli ultimi 25 anni ha governato anche il paese in misura se non maggiore, uguale, in ordine temporale, a quella del centro-sinistra. Di conseguenza è responsabile al pari degli altri 8forse di più) della grave situazione attuale. Le sue idee in termini di economia e problemi sociali per il paese, possono essere verificate su come ha governato Lombardia, Veneto, Piemonte in primo luogo. Regioni dove le disuguaglianze sociali non sono scomparse, dove se si prende un treno nell’efficientissima Lombardia, c’è rischio di finire fuori dai binari per la cattiva manutenzione.

Regione dove si sta così bene, vedi il Veneto, che alcuni comuni preferiscono andare sotto la Provincia di Trento. La lega nel rispetto della legalità di cui si fa bandiera, ha varato una riforma regionale della sanità in Lombardia senza alcun minimo confronto con i territori, con gli operatori, con i cittadini, aprendo la porta alla privatizzazione e alla destrutturazione della sanità pubblica e universalista. Questo senza contare che il terrorista che ha sparato ad undici persone a Macerata era stato candidato nella lega e che porta tatuati segni nazi-fascisti. Alla fine uno è fascista non tanto per come lo chiamano gli altri, ma per gli argomenti che usa (esclusione sociale, colpevolizzazione, privilegio, etc.) e per i metodi (la forza di chi più urla e mette paura, quando non quella fisica vera e propria).

Dica ai suoi elettori che dopo il quattro marzo non un solo privilegio economico a favore dei grandi gruppi finanziari, dell’1% della popolazione più ricca, delle cattive banche europee, verrà tolto per far star meglio gli ultimi di questo paese. Gli stranieri sono anche quelli che pagano le tasse, vivono senza pretese e se quando fanno qualcosa contro la legge lo fanno in misura percentualmente molto minore rispetto ai tanti italiani che delinquono, poco o tanto. E’ più facile prendersela con i ruba galline piuttosto che con i grandi potentati finanziari, economici e culturali. Ieri era prima il Nord, oggi prima gli italiani? Una delle uniche cose concrete che La Lega ha fatto per questo paese oltre l’appropriazione indebita di 49 milioni di euro è stato aumentare il deficit pubblico con una interpretazione del federalismo al soldo del potere.

Circolo Studi Sociali “Ottorino Manni” – Senigallia

Alternativa Libertaria/FdCA

sez. “Silvia Francolini” Fano/Pesaro

F.A.I. – Federazione Anarchica Italiana

sez. “M. Bakunin” – Jesi

sez. “F. Ferrer” – Chiaravalle

Gruppo anarchico Kronstadt (senza fissa dimora) – Ancona

Sulla manifestazione di sabato 10 febbraio prossimo a Macerata.

Sabato 10 come anarchici/e saremo a Macerata a dimostrare la nostra contrarietà alla violenza fascista che vede quotidianamente la legittimazione politica e mediatica dell’odio razzista e della provocazione squadrista. Sui social si sono moltiplicati gli atti di solidarietà verso lo stragista che ha ferito sei persone. Nelle città imperversano episodi di intolleranza (es. all’ospedale di Parma) e di propaganda elettorale della peggior specie. Al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Bolzano, un raid di Casa Pound se l’è presa con i senza tetto che dormono nella sala di attesa, per ripararsi dal freddo invernale, come se le misure anti-povero (dai decreti Minniti ai tanti sadici congegni come spunzoni e gli spezza-seduta delle panchine.. ) non fossero abbastanza per chi ha paura non tanto della povertà, ma degli esseri umani che si trovano in questa condizione. Chiamare infami queste pratiche è eufemismo. Ciò nonostante, siamo convinti che i partiti di destra da queste azioni vigliacche guadagneranno ulteriori voti, frutto della frustrazione, della stupidità, della miseria morale ed economica cui loro, per primi, hanno contribuito. In questo consideriamo sia importante non arrendersi al fascismo, mostrarsi in piazza come atto politico di solidarietà verso le vittime di Macerata, Parma, Bolzano, e tante altre. Noi non crediamo in un antifascismo fine a se stesso, che si manifesta a chiamata e su reazione della violenza squadrista. Noi crediamo che l’antifascismo oggi debba fare lo sforzo di mostrarsi unito nelle diversità delle sue anime, alla luce del sole, fermo e deciso nel messaggio di condanna della violenza e in grado di non accettare alcun tipo di provocazione. Noi crediamo in un antifascismo militante che si manifesta nei luoghi di lavoro a difesa degli sfruttati (tutti), negli ospedali, a difesa di una sanità pubblica e gratuita continuamente tagliata, nelle scuole dove l’istruzione accessibile ai più deboli debba garantire uno sviluppo autonomo e libero della persona. Rifiutiamo la guerra fra poveri, fra italiani ed immigrati oggi come fra Nord e Sud ieri, e siamo contro la guerra di classe operata da padronato, finanza, e complicità politiche ed istituzionali (tutte). Siamo in piazza per la solidarietà sociale, la libertà e l’uguaglianza nelle diversità.

F.A.I. Federazione Anarchica Italiana

sez. “M. Bakunin” – Jesi

sez. “F. Ferrer” – Chiaravalle

Gruppo Anarchico “M. Bakunin” FAIRoma

Alternativa Libertaria/FdCA

sez. “Silvia Francolini” – Fano/Pesaro

Gruppo Anarchico “Kronstadt” – (senza fissa dimora) Ancona

Fip. Via Pastrengo 2 – Jesi, 7 febbraio 2018