Comunicato Stampa del 13 ottobre 2018

Sabato 13 ottobre, a Jesi, si è svolto un incontro interprovinciale fra alcune realtà anarchiche e libertarie della regione. Varie le questioni dibattute: il peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro per le classi sociali più deboli, il montare dell’arroganza fascista e razzista e il venir meno delle garanzie sociali del welfare state.

E’ stata valutata positivamente la manifestazione in Ancona contro l’apertura della sede di Casa Pound, e più in generale la mobilitazione studentesca nel paese. E’ stata espressa solidarietà alle lotte degli operai della Fiat-New Holland di Jesi, contro gli incidenti sul lavoro e si è invitato a dare sostegno allo sciopero del sindacalismo di base del prossimo 26 ottobre.

Parole di condanna sono state riservate anche al montare della politica di apartheid sostenuta dal governo e che, negli esempi segregazionisti dei sindaci di Lodi e Monfalcone trova conferma. In merito si invita ad aderire all’appello di solidarietà fatto dal Coordinamento Uguali Doveri di Lodi a sostegno dell’integrazione scolastica dei figli degli immigrati, per sostenere le spese di trasporto e mensa negate, e ribadendo la necessità con le lotte dal basso di contrastare e annullare politiche e leggi discriminatorie, contro chi oggi semina vento e farà raccogliere, domani, tempesta alla società pacifica di questo paese.

Si considera necessario oggi più che mai un fronte unito di lotta – nelle diversità di espressione – per riaffermare i valori della solidarietà, della libertà e della giustizia sociale.

FAI – Federazione Anarchica Italiana
Sez. “M. Bakunin” – Jesi;
Sez. “F. Ferrer” – Chiaravalle;

Alternativa Libertaria/FdCA
Sez. “S. Francolini” – Fano/Pesaro;

Gruppo Anarchico “Kronstadt” (senza fissa dimora) – Ancona

Non chiedete allo Stato ciò che non può fare – comunicato stampa 3 ottobre 2018

Come anarchici e libertari consideriamo importante una mobilitazione antifascista ampia e partecipata ad Ancona, anche se alcune considerazioni vanno fatte.

Lo scorso febbraio una manifestazione nazionale a Macerata ha dato voce alla condanna della caccia all’africano messa in pratica da Traini, ma sognata da non pochi. Uno dei tanti episodi di razzismo veicolati dai media in larga parte, e dai partiti di governo – a fasi alterne -.

dal crescere di politiche di austerità e dai tagli al welfare.

Il crescere del consenso sociale attorno a rozze parole d’ordine fasciste è una dei primi atti d’accusa nei confronti della trappola della povertà, in cui la sinistra di classe, antagonista e sociale da anni è stretta fra un liberismo vorace e le illusioni istituzionali. Se ha senso, ed ha senso, scendere in piazza oggi contro chi semina odio sostenuto da leggi e politiche di sfaldamento totale dei diritti conquistati nel tempo, bisogna però che questa azione sia condivisa da un fronte ampio di opposizione.

In poche parole: il fascismo si combatte scendendo in piazza contro i tagli al welfare, non facendo sentire soli i poveri in attesa per ore nel pronto soccorso o i migranti oggetto di ogni tipo di oltraggio.

Il fascismo si combatte lottando contro il lavoro precario e la restrizione delle libertà fatta di soldi spesi per telecamere e non per gli asili, poliziotti davanti alle scuole e non libri, banchi e sicurezza (sismica) dentro le scuole.

Il fascismo è omologazione, gerarchia e assenza del dissenso. L’antifascismo è lottare assieme fra diversi, per obiettivi utili alla crescita sociale e alla vita dei più fragili.

Queste nostre parole sono un programma politico ben preciso, su cui confrontarsi, in una regione che si sta impoverendo e dove gli affari degli amici degli amici, lo strapotere dei palazzi – e delle logge – farà aumentare e vincere i populismi.

Aspettare che le istituzioni di questo paese dimostrino il loro antifascismo è un lusso che poveri, lavoratori, pensionati e migranti non si possono più permettere.

Chi è antifascista deve farsi strumento organizzato, partecipato e condiviso di libertà, uguaglianza e solidarietà sociale.

Gruppo Anarchico “Kronstadt” (senza fissa dimora) – Ancona

F.A.I. – Federazione Anarchica Italiana

sez. “M. Bakunin” – Jesi

sez. “F. Ferrer” – Chiaravalle

Alternativa Libertaria / FdCA

sez. “Silvia Francolini” – Fano/Pesaro

Nasce l’Assemblea per la salute pubblica Jesi e Vallesina

Lunedì 16 aprile si sono riunite a Jesi una trentina di persone provenienti da varie esperienze, attivisti di associazioni e movimenti politici, operatori sanitari e comuni cittadini, per discutere insieme dei danni causati dai continui tagli al welfare, in particolar modo dalla privatizzazione della salute e, in ultimo, dai rischi rappresentati in questo senso dalla PDL 145/17 che verrà trattata in Consiglio Regionale martedì 24 aprile.

Il gruppo ha deciso di costituirsi in “Assemblea per la salute pubblica di Jesi e Vallesina”, inserendosi così nella Rete dei Forum per la Sanità Pubblica, che si sta sviluppando in molte realtà della nostra Provincia e della Regione Marche.

Questo nuovo coordinamento intende realizzare fin da subito una campagna informativa a favore di una sanità pubblica, equa ed onesta, a partire dal volantinaggio previsto sabato prossimo a Jesi.

L’Assemblea per la salute pubblica di Jesi e Vallesina invita coloro che ne hanno la possibilità a partecipare al presidio che si terrà il 24 aprile presso la sede del Consiglio Regionale in Ancona, contro la scellerata PDL 145/17 della Giunta Ceriscioli e rivolge un forte richiamo alle organizzazioni dei lavoratori della sanità, ai Sindaci e ai Consigli Comunali di Jesi e della Vallesina, affinché esprimano pubblicamente la loro contrarietà all’approvazione della PDL 145, mettendo in atto ogni azione di loro competenza.

16/04/2018 Assemblea per la Salute Pubblica – Jesi e Vallesina

Comunicato stampa sanità – 12 aprile 2018

La proposta di legge 145 sulle “sperimentazioni gestionali” in sanità, della Regione Marche, è uno dei primi atti avanzati per l’accelerazione della privatizzazione della sanità pubblica. Un percorso che non è iniziato oggi, che non è solo opera del PD a livello regionale, ma che vede coinvolte istituzioni, sindacati, partiti e associazionismo professionale in varia misura da almeno un quarto di secolo a questa parte. Il modello pubblico, universale, e gratuito della SSN è ormai scomparso da tempo nella chiusura dei piccoli ospedali, nella contrazione delle assunzioni di personale, nel super-ticket e nelle lunghe attese nei Pronto soccorso, nell’Intramoenia e nelle lunghe liste di attesa per la diagnostica, e … molto altro ancora. Purtroppo.

La Regione Lombardia, a guida leghista, ha fatto un passo avanti, riformando la sanità locale e chiamando in causa un gestore “altro” che possa prendere in carico un terzo della popolazione, quella affetta da patologie croniche. Multinazionali con sede a Dubai già hanno iniziato a candidarsi. Le Marche in questo si allineano ad una politica nazionale e le varie levate di scudi in atto, in molti casi assumono la valenza della strumentalità, specie da quelle forze politiche che hanno sempre aperto la porta al mercato privato -.

Nei fatti una buona parte dei posti letto pubblici del passato è stata trasformata in posti letto della sanità privata, letta in termini di cronicità, seguita dalla residenzialità privata. Infine poi ci sono quelle corporazioni che urlano da una parte a difesa del pubblico, mentre aprono la porta al welfare aziendale in altre occasioni.

La Proposta di legge della Regione Marche è scellerata, ma qualsiasi battaglia di opposizione che venga chiamata a raccolta deve avere tra i punti di rivendicazione: 1) la garanzia del mantenimento e del potenziamento dell’universalismo sanitario, dell’equità sociale e del diritto all’accesso ai servizi senza dover rincorrere un posto letto in giro per la regione, o pagare un esame arricchendo ulteriormente i soliti baroni; 2) la tutela sindacale dei lavoratori, contro ogni precarizzazione occupazionale o taglio salariale; 3) le garanzie ambientali, dato che ogni volta che c’è il mercato e la voglia di profitto, le scelte liberiste e private vanno sistematicamente in direzione di uno sfruttamento e di una devastazione territoriale senza rimedio; 4) se il rapporto pubblico-privato è inattaccabile (nulla è per sempre), non si deve in alcun modo aprire alla voracità di mutue, enti inutili, assicurazioni di vario tipo (il cosiddetto secondo pilastro) che sarebbe devastante per l’universalismo della sanità italiana.

Lungo la declinazione chiara e irrinunciabile dei punti elencati si potrà dispiegare una campagna di lotta partecipata a difesa della sanità pubblica, per non lasciare da soli lavoratori, malati, famiglie, persone che hanno bisogni sociali e sanitari disattesi sistematicamente dalle istituzioni.

Federazione Anarchica Italiana – Sez. “Bakunin” Jesi; Sez. “Ferrer” Chiaravalle

Alternativa Libertaria/FdCA sez. “Silvia Francolini” Fano/Pesaro

Gruppo Anarchico “Kronstadt” (senza fissa dimora) di Ancona

Fip. Via Pastrengo 2, Jesi

Appello per la salute pubblica

Lunedì 16 aprile, alle ore 21,15 ci sarà un incontro sia sulla sanità
marchigiana in relazione al prossimo avvio della PDL 145/17 sulle
sperimentazioni gestionali che rappresenta una sorta di porta aperta
ad una accelerazione delle privatizzazioni della salute, e sia più in
generale sulle problematiche quotidiane dei cittadini colpiti dal
taglio dei servizi sanitari.

L’incontro è visto in prospettiva per la costituzione a livello locale
di un comitato per la salute pubblica che sappia rendere visibili le
istanze della collettività in tema della salute e sappia raccordarsi
con le altre realtà presenti sul territorio regionale. Un primo
appuntamento è dato dalla scadenza del prossimo 24 aprile in regione,
contro il PDL 145/17.

L’incontro è aperto a tutte le forze politiche e sindacali,
associazioni e singoli cittadini che condividono la necessità di una
costruzione dal basso di una piattaforma condivisa, in difesa della
salute pubblica, e si si terrà presso i locali del Centro Studi
Libertari “Luigi Fabbri” di Jesi, in Via Pastrengo 2.

11 aprile 2018