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cena sociale presidio volantino

alle ore 18:00 presidio di solidarietà di fronte alla sede del Centro Studi Libertari in Via Pastrengo 2
alle ore 20:30 sempre presso i locali del CSL (entra-ta di fianco alla scuola di musica Pergolesi) si terrà una cena di sottoscrizione a favore del movimento No-Tav e dei compagni arrestati.

passate al presidio per segnarvi alla cena oppure
contattateci via mail al cslfabbri@gmail.com ..entro
sabato pomeriggio …. per darci una contata !

un volantinaggio ed un presidio in solidarietà con chi lotta contro la TAV in Val Susa, per difendere il proprio ambiente di vita dalle devastazioni, il proprio territorio dalle speculazioni, la società civile stessa da ogni asservimento alla logica del profitto. E’ un’iniziativa che prende il via in molte città del paese contemporaneamente, per toccare in primo luogo la sensibilità delle persone contro la militarizzazione di un territorio, finanziata con soldi pubblici per interessi privati, e che persegue come terrorista chiunque sostenga la lotta della comunità valsusina. La storia recente ci dice come in Italia molte sono le “Val Susa” da difendere: dal No Muos in Sicilia alle basi militari potenziate (Dal Molin a Vicenza), al gasdotto trans-adriatico (Umbria e non solo) agli scempi territoriali di ogni genere che, anche a livello locale (biomasse, interporto, quadrilatero, etc.), minacciano la pace delle comunità, inquinano la politica. Quella di sabato è una iniziativa per non far sentire soli chi lotta da venti e più anni.



Un 22 febbraio “NO TAV”

Oggi 22 febbraio il movimento “No-Tav” ha lanciato una giornata di mobilitazione e di lotta contro il Tav e la sua repressione da parte dello Stato. Sono decenni ormai che i comitati, animano una protesta sponta- nea e di massa, di una valle che si oppone allo scempio inutile di un’ennesima grande opera, di cui sono noti gli impatti negativi, ignoti i rischi, ma pericolosamente vaghi e indefiniti i benefici per la collettività.
Per non parlare dei costi,l’alta velocità co- sterà in tutto 40 miliardi di euro (circa 5000 euro al cm) di soldi pubblici più tutti i costi della militarizzazione costante del cantiere e del territorio intorno..
La Val di Susa si oppone ad essere tra- sformata in un corridoio desertificato da decenni di cantiere, si oppone a vedere le sue montagne sventrate e pretende di po- ter avere voce in capitolo sullo sviluppo del proprio territorio. “Hanno scelto di difende- re la vita di un territorio,non di terrorizzar- ne la popolazione”. Comincia così la lette- re dei familiari di Claudio,Mattia,Chiara e Niccolò arrestati il 9 dicembre con l’accusa di terrorismo per aver partecipato ad un azione di sabotaggio nel cantiere della Maddalena il 13 Maggio scorso. Sono sta- ti accusati di “attentato con finalità terrori- stiche e e di eversione” e di aver attentato alla vita degli operai del cantiere e dei mili- tari di guardia. Ovviamente nessuno è sta- to ferito quella notte perché l’obiettivo non era colpire le persone ma fermare o al- meno rallentare lo scempio della valle.
Siamo arrivati a questo. Chi si permette di contrastare in modo pratico le decisioni dello stato e dell’unione europea viene ac- cusato di terrorizzare la popolazione e pu- nito con il carcere di massima sicurezza. Sappiamo tutti che la Torino-Lione è stata iniziata e va avanti per arricchire la solita casta industriale italiana, col beneplacito e l’appoggio(ovviamente interessato) del- l’apparato legislativo ed esecutivo dello Stato italiano e dell’UE.
Allora perché spendere ancora miliardi di soldi pubblici per un’opera che permetterà di andare da Torino a Lione in tre ore in- vece che in cinque come avviene oggi? Noi come anarchici vogliamo continuare ad essere solidali con chi da decenni vive sulla propria pelle la lotta per l’autodeterminazione e la libertà e che non accetta passivamente un opera così inutile e dannosa per ambiente ed esseri umani. Solidarietà agli abitanti della Val di Susa, che lottano insieme per riprendere nelle lo- romani il loro territorio, le loro vite e il loro futuro. Non vogliamo le grandi opere per pochi ma servizi per tutti, treni decenti per i pendolari,salari adeguati e sicurezza per i lavoratori, opere che servano allo sviluppo di tutti e tutte e non a far tagliare nastri di inizio lavori a generazioni di politici.
SI ALL’AUTOGESTIONE e ALLA RESISTENZA! 


F.A.I. – Federazione anarchica italiana: 
Sez. “ M.Bakunin” Jesi, 
Sez. “F.Ferrer” Chiaravalle
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cena sociale

bassa macelleria

Martedì 24 Dicembre 2013 – ore 20.00
Cena sociale al Centro Studi Libertari L.Fabbri, Jesi

GRIGLIATA POLENTA e SOCIALITA’ (carnivora e non) per una vigilia anticlericale

Invito aperto a tutti.

Per mangiare con noi facci sapere che ci sei:

 scrivici a cslfabbri@gmail.com


Il capitalismo si sta mangiando diritti e valori di solidarietà che non ritorneranno finché gli sfruttati non si renderanno conto di ciò che sta loro accadendo e che li accomuna. Quando si deciderà di incontrarsi ed unirsi per mettere fine all’abbuffata degli uni sugli altri, smettendo di sfamarsi della dignità di lavoratori delle nostre periferie o delle periferie del mondo, potrà forse nascere qualcos’altro.
Ripartire dal basso delle nostre esperienze per dare avvio ad una socialità che non va perduta.  Un incontrarsi senza interessi può e deve essere il  terreno su cui seminare un altro concetto di vita, una strada che porti  all’uguaglianza e alla fraternità, in opposizione all’opportunismo e  allo sfruttamento che oggi rappresentano la norma.
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cena sociale
cena di sottoscrizione per i campi profughi siriani

Nel conflitto siriano (del quale ancora in pochi parlano) gli stati, nel loro affrettarsi a giocare un ruolo nello sviluppo geopolitico dell’area, finanziano le varie fazioni in lotta, non considerando affatto l’estrema durezza delle condizioni in cui vivono sfollati e rifugiati nei campi profughi.

SARA’ PRESENTE UN OPERAIO DI ORIGINI SIRIANE PER RACCONTARE LE CONDIZIONI DEI PROFUGHI.

sabato 8 Giugno
ORE 20:00

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cena sociale volantino


FIERA DEL BARATTO + BIBLIOTECA CIRCOLANTE
Domenica 26 maggio presso il Centro Studi Libertari L.Fabbri di Jesi in Via Pastrengo 2 JESI (AN)


Programma della giornata:

Ore 10
Apertura baratto negli spazi antistanti il portone del Centro Studi Libertari “L.Fabbri”

FIERA DEL BARATTO – Molte cose ci risultano poco utili o addirittura non utilizzate , barattarle con altri beni o competenze di cui siamo sprovvisti può solo farci conoscere un nuovo modo di convivere e socializzare , dando nuova vita al “troppo” che il consumismo ci facilita ad accumulare, lasciandoci il tempo per riflette cosa ci serve davvero , parlarne con altre persone e venire incontro ai propri bisogni uscendo da un mercato legato al denaro 

Ore 11
Inaugurazione della biblioteca circolante autogestita del CSL Fabbri con più di 600 titoli a disposizione.

BIBLIOTECA CIRCOLANTE – Una nuova esperienza spalanca le porte, la biblioteca circolante è un’ idea in cui lo scambio di libri sia legato ad un accumulo di conoscenze da diffondere, scambiare. Lasciare il già letto per far girare idee e sogni, prendere nuove letture da cui altri hanno attinto, per formare il proprio esistente e lo hanno lasciato in dono, una base di oltre 600 titoli costituito da una costola dell’archivio del circolo Anarchico e da donazioni di chi sa che i libri non esauriscono mai la loro funzione di allargare la mentalità di chi li usa.

Ore 13
Pranzo sociale
(portiamo tutti qualcosa e mettiamolo in condivisione).

Ore 16
Chiacchierata sul baratto ,sull’economia del dono e sul non uso del denaro.

Il baratto continuerà per tutta la giornata fino all’ora di cena.
Se qualcuno poi si vuole fermare anche a cena,è benvenuto.

UN PO’ DI SUGGERIMENTI PER IL BARATTO!

Iniziate con lo stilare una lista di quello che per casa vi risulta di troppo. Pensate poi a ciò di cui avete bisogno o vorreste imparare, ora immaginate le qualità che sicuramente vi caratterizzano e che potete mettere a disposizione degli altri e quelle che da altri vorreste ricevere. Fate incontrare questa sorta di Domanda e Offerta in un luogo dove la moneta non rappresenta il valore dei beni e dove la riscoperta dei rapporti umani eleva il semplice scambio di beni e conoscenze ad un modo Altro di pensare l’economia slegandola dal denaro..

Per chi è alle prime esperienze :

1-COSA OFFRO

es. caffettiere, scarpe, borse, occhiali, libri, coperte,piatti,
bicchieri,pentole,cesti,cinture,lana e stoffa,attrezzi da
lavoro,soprammobili,articoli prima infanzia, radio, telefoni…….Per gli oggetti ingombranti( come navi, corriere o armadi, o cammelli ) è meglio portare solo le foto

2-COSA CERCO

3-COSA SO FARE
es.Imbiancare, cucinare, fare le iniezioni, aggiustare le scarpe,cucire, tagliare i capelli, fare compagnia ai nonni, stare con i bambini,fare il pane, le torte,posso ospitare,posso dare lezioni di matematica, inglese, canto, fotografia, cucito, computer, ballo,canto e musica, posso aiutare in un trasloco, vengo a raccogliere le olive, i pomodori o l’uva, stirare o pulire.

4-COSA VORREI CHE QUALCUNO FACESSE PER ME

Pensiamo sia importante anche sapere che nel baratto non si da un valore oggettivo, quindi in termini di denaro, alle cose ma si stabilisce un accordo tra le parti e questo basta.

Gli scambi OGGETTO-PRESTAZIONE vanno realizzati entro un tempo breve poichè i “sospesi” poi si perdono facilmente
Ciascuno è responsabile di ciò che porta ed a fine serata tutto si porta via

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1° Maggio 1°MAGGIO cena sociale cineforum
1 MAGGIO! 
Ora che i padroni utilizzano a crisi per mangiarsi la dignità del lavoro, senza che i lavoratori riescano ad organizzarsi e farsi sentire, visto che chi dice di rappresentarli ormai rappresenta a mala pena se stesso bisogna ricostruire quel tessuto dal basso che fu la base delle nostre lotte per il mondo del lavoro che abbiamo conosciuto, visto che questo non cambierà in meglio se i lavoratori per primi non deideranno di tornare a lottare uniti
per il 1 Maggio  ore 11:30  – comizio in strada
                          ore 12:30  – pranzo sociale

                          ore 17:00  – proiezione documentario ” WORKING MAN DEAD”
                                             un viaggio nella classe operaia di tutto il mondo, dove la rinuncia ad ogni diritto causa condizioni di vita mostruose