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Alcune bacheche del sottopasso dell’anagrafe di Jesi sono state danneggiate. Sono quelle del Comune di Jesi, della Croce Rossa e del Centro Studi Libertari “Luigi Fabbri”. L’amara scoperta è stata fatta la mattina del 13 marzo. Non è la prima volta che la bacheca degli anarchici jesini subisce danni, ma questa volta il fatto coinvolge anche altre organizzazioni. Difficile sapere chi possa essere stato, ma l’azione parla da sé. Sia essa di natura vandalica o squadrista (come in passato) è comunque un grave segnale per la città. Atto intimidatorio, tra il mafioso e il fascista, che vuole mettere a tacere con la violenza l’informazione che la bacheca divulga. Un grave segnale di imbarbarimento della politica dove toni alti, insulti, personalismi e violenza (anche verbale), servono solo a coprire il vuoto di contenuti. Invece chi rompe una bacheca solo perché non sa cosa fare di meglio, è il grave prodotto di un contesto sociale e culturale che si sta sempre più impoverendo, che non trova risposte al vuoto di una prospettiva di vita futura – lavorativa o famigliare – se non nella rabbia fine a se stessa, nell’atto distruggitore, più ormonale che razionale. Teppisti o squadristi, coloro (o colui/lei) che hanno distrutto le tre bacheche sono gli utili idioti al servizio involontario (forse) di chi preferisce una telecamera in più piuttosto che un posto di lavoro in più, di chi è più bravo con gli slogan elettorali che con le garanzie sociali. Inutile dire che, come anarchici, non ci faremo intimidire, e continueremo nell’opera di controinformazione, lotta e costruzione dal basso di una società migliore.
Centro Studi Libertari “Luigi Fabbri” 
FAI – Federazione Anarchica Italiana
 Gruppo “Michele Bakunin” di Jesi 
Gruppo “Francisco Ferrer” di Chiaravalle