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Osservatorio Infortuni – ott/nov/dic 2020

Ultimo osservatorio per questo disastrato 2020,il nostro foglio murale uscirà anche se le vie
cittadine saranno deserte per i vari DPCM, ovviamo a questa eventualità con la diffusione on-line, cercando di
evidenziare sempre le condizioni dei lavoratori, che continuano a recarsi nei posti di lavoro.
 In generale, gli infortuni hanno evidenziato la poca organizzazione per la sicurezza sul lavoro, inoltre il piano
sanitario, in venti anni ed oltre di governo regionale, risulta disatteso dagli amministratori locali, gli stessi che lo hanno deliberato. E’ un fatto riscontrabile dai suoi effetti: la disorganizzazione del comparto sanitario, sottolineata quest’anno da una
pandemia che il lato  ricco dell’emisfero non era abituato ad affrontare. Si è riscontrato che, dietro il settore dei servizi di cura di prim’ordine, spesso si celano miseri presìdi di sicurezza per i lavoratori,
non solo negli ospedali ma soprattutto nelle case di riposo. Sono centinaia di migliaia  i
lavoratori nel comparto sanitario che si sono ammalati e centinaia i deceduti. tutto il resto
della società che, giustamente, si è fermato per cercare di limitare il contagio ha sottolineato
la fragilità del mondo del lavoro precario oltre alle disastrose condizioni del lavoro nero,
con padroni e padroncini che ricevono ristori e piangono miseria senza minimamente pensare a quei lavoratori
sfruttati a nero che si trovano da un giorno all’altro senza nulla in tasca.
Nella regione marche l’Inail, nei primi 11 mesi del 2020, segnala 2281 contagi sul lavoro dei
104mila in tutta Italia di cui, in regione, il 70,4 % è rappresentato da donne. l’Inail
classifica 12 morti sul lavoro marchigiani da Covid e 366 in Italia. sopratutto uomini. Lo schiaffo
della  pandemia colpisce la nostra regione già in fase arretrante al livello di retribuzione e
lavoro. I grandi gruppi che non hanno svenduto le loro attività continuano a far soldi sulle
spalle dei lavoratori con utili e nuove espansioni,mentre sono 119 mila lavoratori (il 27% di
quelli in regione ) ricevono uno stipendio annuale minore di 10mila  euro. Questi, i dati che si
riferiscono al periodo 2008-2019, senza gli effetti catastrofici sul mercato del lavoro e sulla vita dei lavoratori causati dalla
pandemia in atto. E’ chiaro che il lavoro precario o con contratti atipici è diventato la normalità
portando al ribasso le condizioni di  lavoro e di vita dei lavoratori, senza che essi siano riusciti
a conquistare migliori condizioni di vita e di lavoro. questo si rispecchia anche negli infortuni
diciamo purtroppo tipici  del mondo del lavoro, dove si lavora spesso da soli e con poca sicurezza,
continuano a cadere come la pioggia lavoratori dai tetti e capannoni, anche se la crisi sanitaria
offusca le notizie, reclamano giustizia i 5 morti e i tanti feriti che le notizie locali non
riportano ormai più.Sono due le aziende tessili scoperte nella provincia di ancona con un totale
di 11 lavoratori in nero senza condizioni di lavoro in sicurezza ne anti-covid.

7 settembre – Sirolo – cuoco di 43 anni si ustiona volto e mani al ristorante “la paranza”
29 settembre – Ascoli (provincia) – un  o.s.s. un infermiera e 4 operartici di asilo nido e una maestra
contagiate
1 ottobre – Morrovalle – 61enne muore travolto da dei tubi in un cantiere
13 ottobre – San benedetto – collassa un solaio in un cantiere durante la posa feriti 2 operai che
riportano contusioni e ferite varie il titolare dell’impresa rimane sommerso dal
cemento fresco che gli ostruisce le vie respiratorie, ripescato dai presenti, rianimato
sul posto dall’elisoccorso è in gravi condizioni.
20  ottobre – Montecosaro – operaio 52enne cade da un altezza di alcuni metri dopo la rottura  del
braccio  del cestello della gru che utilizzava per lavorare su canali di scolo,
soccorso in gravi condizioni
5 novembre  – Ancona – sulla banchina del porto metronotte di 57 anni durante il turno muore
investito da un tir in manovra
27 novembre  – Ascoli – medico di 62 anni muore dopo il ricovero in terapia intensiva con Covid, lo
psichiatra era in servizio al Sert
3o novembre – Morrovalle – 52enne rimane folgorato quando la piattaforma soprelevata dove
lavorava tocca dei cavi elettrici in un capannone, cade poi da 3 metri di altezza
trasportato in codice rosso in ospedale
10 dicembre – Ascoli – operaio di 56 anni rimane schiacciato sotto un contenitore di merce dal peso
di alcuni quintali alla covalm cooperativa agricola che lavora surgelati per
ortofrutta, morirà dopo 5 giorni
17 dicembre  – Monsanpolo – operaio di 44 anni muore cadendo da un tetto che si sfonda sotto i suoi
piedi

A cura del Centro Studi Libertari “Luigi Fabbri” di Jesi
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Osservatorio infortuni sul lavoro – marzo,aprile 2020

Nell’ultimo numero dell’osservatorio la pandemia in corso era agli inizi della sua virulenza nel paese, ma già dal mese di Febbraio erano centinaia solo nella regione Marche i sanitari in isolamento, sono arrivati al 30 aprile a 1124. In regione sono rimasti contagiati 558 sanitari, di cui 3 sono morti, secondo quanto ha riferito Ceriscioli (16 aprile). Nell’azienda ospedaliera Marche Nord (Pesaro/Urbino) ,la provincia più colpita, non c’è stato alcun decesso tra il personale in servizio: contagiati 71 infermieri, 31 medici, 14 operatori socio sanitari e altri 15 addetti (131 in totale).
All’ospedale di Urbino inizialmente classificato dai dirigenti sanitari regionali no Covid per la provincia, sono 80 gli operatori tuttora infetti. in questi numeri non vengono compresi probabilmente tutti i lavoratori dei “servizi” legati all’assistenza della persona, tutte quelle lavoratrici e lavoratori che preparano pasti,puliscono pavimenti,educatori etc.. inseriti in cooperative e spesso con le più variegate forme contrattuali a ribasso.
Come anche i lavoratori in strutture per anziani appaltate, dove è evidente che la non disponibilità di D.P.I., per una mancata previsione del rischio, oltre che per la scarsità durante l’emergenza in atto ha causato centinaia di vittime inermi tra gli ospiti e svariati contagi tra il personale e di conseguenza le loro famiglie e la cittadinanza tutta. Il sistema produttivo regionale ha inizialmente rallentato senza mai realmente fermasi con l’aumento dei contagi,anche in una situazione mai vista negli ultimi decenni, migliaia di lavoratori hanno continuato a portare avanti il lavoro che svolgono tutti i giorni, solo con un rischio in più oltre ai soliti , con la carenza di D.P.I. e senza delle direttive precise per il lavoro in sicurezza per se e per gli altri.
Questo è diventato concausa dell’altro numero di contagi, rendendo le strutture sanitarie su cui si riversavano dopo la messa in quarantena dei medici di base ( 7 in provincia di Pesaro dopo solo 7 giorni dal primo caso, lasciando i 10.000 pazienti seguiti senza riferimenti sul territorio ) centri di diffusione del virus. Se la pandemia ha portato il numero di morti e contagiati sui posti di lavoro in ambito sanitario RSA ,case per anziani a numeri mai visti, non ha azzerato gli infortuni in tutti gli altri settori, tra chi ha continuato a lavorare purtroppo nelle Marche ci sono stati 2 morti e 4 feriti riportati dai mezzi di informazione nella tempesta di notizie riguardanti la pandemia che satura le fonti per mesi.
La situazione attuale vede il 50% delle attività produttive in provincia di Pesaro Urbino già al lavoro prima della cosi detta “fase2 ”, molte realtà produttive, quelle più sindacalizzate, sono state fermate nella loro arroganza di mettere il profitto davanti alla salute da scioperi di lavoratori stanchi di andare in produzione nonostante la paura e le incertezze anche sul la semplice modalità di comportarsi di fronte a contagiati in famiglia, mancanza di tamponi che certifichino sintomi e disorganizzazioni varie, tra cui la possibilità di ottenere il riconoscimento di infortunio anziché malattia con ben diversi livelli retributivi.
Marzo – Aprile – 1124 operatori sanitari in isolamento, (15 aprile) – 558 operatori sanitari contagiati, 3 operatori sanitari morti

16 marzo – Jesi – camion di pollame si ribalta ferite le due persone a bordo
18 marzo – Ancona – operaio 30enne si schiaccia una mano sotto un carico di ferro operato d’urgenza
22 marzo – Montegiorgio – muore il 65 enne che si era ribaltato con il trattore 2 giorni fa ed era stato rianimato sul posto dai sanitari dell’elisoccorso
23 aprile – Ancona – conducente di autobus di linea ferito in un incidente
27 aprile – Pioraco – muore nel tragitto di ritorno a fine turno di lavoro una dipendente dell’azienda di pizze surgelate svila di 27 anni (incinta)

A cura del Centro Studi Libertari “Luigi Fabbri” di Jesi

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Osservatorio infortuni sul lavoro – Dic. 2019 – Genn. Febb. 2020

Primo trimestrale per questo 2020 ma la costante del morire di lavoro non ci abbandona neppure per questo inizio d’anno. Il bilancio degli incidenti per questi tre mesi nella regione marche sembra dare un po di tregua nei numeri, non certo nella gravità: 3 morti, 1 disperso e12 feriti vengono riportati dalla stampa locale. i numeri regionali se confrontati per anno portano i segni dell’inosservanza delle norme di sicurezza sul lavoro. ci sono state19.011 denunce di infortunio (+397 accadimenti rispetto all’anno precedente). quelle con esito mortale in regione sono passate da 22 a 33 con un incremento percentuale del 150%. di cui 27 in Industria e servizi (da 19), 6 in Agricoltura (erano 3) ..tutto questo in un anno, il 2019,che in italia vede un lieve calo (rispetto al 2018) degli infortuni con esito mortale dovuto ad un precedente anno tragico e ricco di eventi con morti plurime sul lavoro (ponte Morandi, gli incidenti dei pulmini di braccianti in Puglia). I dati marchigiani che evidenziano lo stato di noncuranza dei datori di lavoro dovuta sia ai bassi investimenti in sicurezza sia alla crisi che non ha mai lasciato la regione al plurale. inoltre vanno a sommarsi al minimo impatto che hanno i tanto decantati,controlli per la ottemperanza delle norme, già previste, ma evidentemente solo in parte applicate oppure solo sulla carta. il ruolo dei Servizi per la Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (SPSAL) è ritenuto marginale nella sanità marchigiana. Gli addetti del comparto, escluse le figure amministrative, sono solo 99 (il 14% del personale dei dipartimenti prevenzione), e di questi i tecnici della prevenzione sono solo 56 (l’8% di tutti gli addetti dei Dipartimenti Prevenzione). i controlli nelle aziende e nei cantieri ispezionati dell’ASUR ha riguardato solo il 5% delle imprese e l’8,5% dei cantieri.Continuano i padroni a guadagnare dal sudore dei lavoratori che non si organizzano, se non quando sono allo stremo; mentre dovrebbero farlo a prescindere. A Pesaro trovati 70 lavoratori in nero oltre ad altri assunti non regolarmente in 7 ditte individuali che svolgevano distribuzione volantini pubblicitari, controllati tramite GPS e affidati a “capisquadra” per le loro 12 ore al giorno per 6 giorni a settimana per 30 euro al giorno. macerata invece si distingue per caporalato con l’ennesima azienda agricola con numerosi braccianti sottopagati e senza giorni di riposo, mentre il padrone 45 enne si compra appartamenti e capannoni per 700mila euro. Un capitolo a parte va dedicato all’attuale emergenza sanitaria dovuta al contagio del COVID-19 che sta emergendo anche nella nostra regione. Le strutture sanitarie e tutte le figure ivi impiegate nei primi momenti del contagio sono risultate forse impreparate a livello di DPI o di operatività in sicurezza, visto che ad oggi secondo i dati del Gruppo Operativo Regionale Emergenza Sanitaria gli operatori esposti al contagio in isolamento domiciliare sono 246 tra medici, infermieri, oss e equipaggi 118 (122 ad Ancona, 87 Pesaro, 21 Macerata,15 Fermo uno ad Ascoli). Ma saranno valutazioni da farsi ad emergenza rientrata, per ora ci basta ricordare come il servizio sanitario sia composto di lavoratori come ogni altro comparto, ma in queste situazioni faccia emergere l’evidenza che è una parte del corpo sociale dove i tagli, in questi anni di relativa tranquillità sanitaria hanno permesso di favorire un sicuro guadagno capitalistico a discapito della tutela della popolazione.
05 dicembre – Jesi – New Holland operaio di 50 anni viene investito dal trattore su cui lavorava, soccorso in gravi condizioni gli operai del turno si fermano insciopero
19 dicembre – Monsampolo del Tronto – agricoltore di 72 anni muore schiacciato dal trattore che slittando si ribalta
7 gennaio – Ancona – iper mercato ex Auchan dipendente viene travolto da uno scaffale nell’area fai da te
8 gennaio – Civitanova – 23enne responsabile di un centro equestre ferita da un calcio di un cavallo
14 gennaio – Camerino – operaio in un officina cade da una scala da oltre 2 metri riportando un trauma cranico elisoccorso
15 gennaio – Borgo Tufico – all’interno della ditta Megatrasporti un lavoratore di 61 anni cade mentre si trova tra il rimorchio e bilico riportando politraumi
16 gennaio – Camerano – operaio di 49 anni muore colpito alla testa dalla pala di un bobcat che gli spacca il casco protettivo nel cantiere del nuovo ospedale inrca, riscontrate irregolarità sulle misure di sicurezza nel cantiere
17 gennaio – Cingoli – 67enne cade dal trattore battendo la testa
20 gennaio – Ancona – operaio di 58 anni in un officina meccanica viene colpito alla testa da una sospensione di un mezzo che stava smontando sopra il ponte sollevato, riporta ferite alla testa e un trauma cranico
26 gennaio – Falconara – tir carico di cioccolata si ribalta autista 63enne rimane incastrato tra le lamiere
18 febbraio – san benedetto – muore un operaio di 65anni mentre lavora ad una condotta idrica, cade nello scavo, la terra smossa lo travolge
19 febbraio – Sassoferrato – due operai uno di 45 anni l’altro di 40 cadono dal tetto di un capannone di un officina meccanica dove stavano svolgendo riparazioni da un altezza di 6 metri uno elisoccorso, l’altro trasportato via terra
20 febbraio – Senigallia – agricoltore rimane incastrato sotto il trattore estratto dai vigili del fuoco elisoccorso
22 febbraio – Porto Recanati – pescatore disperso in mare ritrovata la sua barca con ancorale reti in acqua, nessuna traccia dell’uomo sulla 50ina
25 febbraio – Agugliano – furgone di un azienda frigorifera si schianta contro una cisterna di amido in manovra il conducente 32enne rimane ferito
A cura del Centro Studi Libertari “Luigi Fabbri” di Jesi
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Osservatorio Ago-Sett-Ott-Nov 2019

Questa volta usciamo in quadrimestrale ed in ritardo, i tempi lasciati liberi dal lavoro agli sfruttati sono sempre più ridotti, impedendo ad alcuni di partecipare alle attività politiche o di socialità e scambio di informazioni dai vari contesti lavorativi. Isolandoli, anche fuori dai lavori sempre meno aggreganti e abbassando cosi la cooperazione contro lo sfruttamento. Nelle Marche in questi mesi purtroppo abbiamo visto precipitare le condizioni di alcuni feriti negli incidenti avvenuti, arrivando al decesso dopo mesi di agonia. Continuano a piovere lavoratori dai tetti della regione,gli infortuni al 30 ottobre sono già 15806 (quelli denunciati) non mancano morti in aumento del 62% in regione nei primi 10 mesi del 2019 e feriti gravi, esplosioni e incidenti agricoli. La consuetudine dell’incuranza nella sicurezza sul lavoro. I controlli, quei pochi che si effettuano, evidenziano oltre 45 lavoratori senza contratto o pagati con somme ridicole, con anche 2 minori al lavoro. Caporalato nei campi di Recanati con 12 ore di lavoro 7 giorni su 7 per 5 euro l’ora, caporalato in ristoranti di Pesaro con 15 persone che lavorano 14 ore al giorno con paghe di 600 euro. A Senigallia lo scandalo di un ristorante sembra essere solo incentrato sull’ambito della sicurezza alimentare sorvolando sullo sfruttamento dei lavapiatti completamente in nero che vi lavoravano. I dati Istat riportano un tasso in crescita di occupazione regionale arrivato fino al 65%, ma se si incrociano i dati con i livelli di retribuzione si scopre che i lavoratori sono sempre più poveri, più della metà dei lavoratori è precario o part – time (34%) e un terzo ha salari sotto la soglia di povertà. Soltanto 1/3 delle donne che lavorano possiede un contratto a tempo pieno e indeterminato. La destrutturazione del lavoro voluta da chi vede il futuro economico dalla parte dei dividendi colpisce in modo duro i giovani che oltre a contratti di lavoro poco stabili percepiscono un salario medio lordo annuo di soli 11mila euro. Se suddiviso per classi di retribuzione, il dato evidenzia che pur lavorando si possono avere grossi problemi a tirare avanti in una società che si privatizza. Il 40% dei lavoratori percepisce annualmente meno di 15mila euro, il 28% meno di 10mila. Quelli a tempo determinato 9500; quelli somministrati 8200 e gli intermittenti 1700. Questo quadro di povertà dilagante è affiancato dalle infinite vertenze che coinvolgono le aziende con base nella nostra regione. La JP Industries di Fabriano è da 8 anni con cassa integrazione e produzione a singhiozzo, 12 anni se si considera il periodo della ex Merloni comparto bianco, rimangono ora solo 48 impiegati e 544 operai. La sola vertenza Auchan – Conad interessa 1600 lavoratori che aspettano le risposte dal MISE. La Manifattura Tabacchi di Chiaravalle che dopo ruberie varie della MIT s.p.a, i processi e sequestri ora alla Italian Tobacco Manufacturing s.r.l. rimangono con solo 80 lavoratori (erano centinaia), in cassa e con un futuro incerto, in un settore dai profitti assicurati. La Storica Berloni cucine nel pesarese riceve la messa in liquidazione della società da due dei tre soci taiwanesi che rilevarono la maggioranza della società cinque anni fa, nonostante un fatturato in crescita del 22% dell’anno precedente. una crisi inaspettata per gli 85 dipendenti che ancora attendono alcuni stipendi del concordato precedente.

03 Agosto – Ancona – A14 furgone che trasporta un’ impalcatura si ribalta per l’esplosione di un pneumatico. dei tre passeggeri uno portato al pronto soccorso

08 Agosto – Pesaro – esplosione di un forno in un hotel ferito l’aiuto cuoco investito dall‘ esplosione viene colpito da una scheggia all‘addome, operato d’urgenza perde la milza -Montellabbate – un addetto batte la testa durante le operazioni di scarico di un camion

24 agosto – Jesi – muore dopo 5 mesi l’operaio coinvolto nell’esplosione della caldaia dell’ospedale a cui lavorava da solo, non aveva più ripreso conoscenza.

27 agosto – Senigallia – operaio 45enne cade dal camion mentre scarica bancali elisoccorso con fratture agli arti

– civitanova – pescatore in alto mare si ferisce profondamente ad un braccio interviene la capitaneria

30 agosto – Grottammare – postina di 33 anni rimane schiacciata contro un muro nel tentativo di fermare l’auto di servizio che si sfrena in discesa soccorsa in codice rosso

03 settembre – Senigallia – A14 tamponamento tra autoarticolato e furgone, ferito un autista 06 settembre – Cingoli – muore l’operaio di 65 anni coinvolto nell’incidente nell’azienda di cingoli nel mese di marzo, era stato travolto da un distributore di bibite movimentato in cima una rampa di scale da un collega

17 settembre – Ancona – A14 autocarro si ribalta e finisce fuori strada ferito l’autista 18 settembre – osimo – dipendente 35enne di astea durante la raccolta rifiuti viene sbranato da un maremmano riporta 7 punti di sutura al collo salvato dall’intervento del proprietario del cane

20 settembre – Ancona – operaio di 65anni cade dal tetto dove lavorava da un altezza di 3 metri 02 ottobre

– Corridonia – uomo cade da diversi metri di altezza mentre lavora elisoccorso

11 ottobre – Morrovalle – operaio di 45anni viene colpito da dei cavi di acciaio in tensione in un azienda di profilati, gli rimangono infilzati all’altezza delle ginocchia in entrambe le gambe elisoccorso in gravi condizioni

16- ottobre – Ancona – operaio del cantiere navale di 46 anni batte la nuca passando sotto un ponteggio procurandosi una profonda ferita da orecchio a orecchio

19 ottobre- Fabriano -69ene rimane con le dita schiacciate sotto il carrello elevatore in azienda di vernici

23 ottobre – Montelparo – agricoltore di 37 anni muore schiacciato dal mezzo in ribaltamento

26 ottobre – Tolentino – imprenditore 65enne muore schiacciato da una lastra di metallo

15 novembre – Falconara Marittima – autista di 48 anni riporta ustioni diffuse nello scoppio di una cisterna per il trasporto petroli nel piazzale della cooperativa trasporti di fronte la raffineria api

18 novembre – Serra de’ Conti – incidente tra due camion due autisti feriti uno incastrato tra le lamiere

20 novembre – Monte Urano – 29enne muore in un esplosione di un distributore, svolgeva manutenzioni all’impianto antincendio

– Potenza Picena – operaio 47enne precipita dal tetto dove lavorava, elisoccorso in gravi condizioni dopo un volo di 6 metri

– Ancona – marittimo di 42 anni rimane ustionato da acido al volto e ad un occhio sul cargo pearl t a 30 miglia dalla costa, soccorso da motovedette lamenta oscuramento del campo visivo 27 novembre

– Sarnano – muratore di 50 anni cade da due metri di altezza fratturandosi bacino e una spalla

A cura del Centro Studi Libertari “Luigi Fabbri” di Jesi

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Osservatorio Infortuni sul lavoro – maggio, giugno, luglio 2019

Inizia il periodo estivo ma non c’è niente di nuovo sotto il sole, oltre alle temperature invivibili nelle fabbriche e capannoni che non fanno notizia. Gli svenimenti non vengono riportati dai giornali e visto che nelle marche si arriva tranquillamente a 29°C nei reparti ospedalieri di rianimazione, neanche i malati vengono tenuti in conto da chi amministra e organizza i reparti, immaginiamo chi gestisce lavoratori davanti a macchinari o utensili che emanano essi stessi calore . Siamo alle solite cadute dall’alto e schiacciamenti tutte cose già viste e sentite, come le storie che ci raccontano di investimenti sulla sicurezza che se ci fossero davvero oltre che sulla carta riuscirebbero magari ad evitare a qualche disgraziato amputazioni permanenti o gravi conseguenze per la propria vita.
non ci stancheremo di riempire i muri di queste vicende che riempiono le nostre vite di lavoratori. emblematico in questi mesi il caso di Ancona che in pochi giorni si è vista protagonista di incidenti a raffica,con una tragica morte in banchina e addirittura una caduta dal solaio direttamente nell’aula consigliare del comune, chissà se almeno questo vedere con i propri occhi le conseguenze di un infortunio abbia sensibilizzato chi in fabbrica difficilmente entra se non per inaugurazioni o visite guidate, ad affrontare seriamente con controlli le leggi che già ci sono, ma sono viste dai datori di lavoro come costi accessori.
sul fronte dei controlli si registra la punta dell’iceberg con 9 lavoratori in nero trovati in un agriturismo di camerino oppure lo scalpore suscitato dalla denuncia di una lavoratrice stagionale nel turismo che a Senigallia ha percepito 2,5 euro l’ora per il lavoro svolto e quando ha denunciato pubblicamente sui social lo sfruttamento si è vista ricordare che dovrebbe ringraziare per avuto la possibilità di un lavoro.
intanto quello che aumenta nella regione è la cassa integrazione ordinaria che arriva a salire del 39,5% rispetto allo scorso anno arrivando ai livelli di quella straordinaria che arriva a 40.5%. questi aumenti letti nel complesso però non fanno aumentare il dato generale che da in diminuzione le casse integrazioni del 14,8% dato dovuto al crollo cassa per solidarietà che è del – 57,1 % dovuta probabilmente al suo utilizzo svantaggioso legato all’applicazione del jobs act. tra i comparti in regione che vengono più colpiti c’è sicuramente quello del legno che segna un +243,1% di cig ordinaria e del 109,6% nel calzature-cuoio l’istat ricorda che in Italia nel mese di giugno si è segnato il più basso numero di disoccupati negli ultimi 7 anni ( 9,7%) , sembrerebbe un ottima cosa, ma se si vanno a considerare lefasce di età si riscontra che questo dato è dovuto alle 292 mila persone ultra 50enni che lavorano grazie alla Fornero, lasciando cosi’ meno posti alla fascia più giovane, infatti quella tra 25-49 anni è diminuita di 223 mila persone, se si considera che le statistiche considerano occupati anche chi è in cassa integrazione e chi vive di lavori semi occasionali, si arriva facilmente a capire come l’impoverimento della classe lavoratrice sia arrivato a livelli di sommossa sociale, visto che non si e’ rappresentati politicamente nelle istituzioni che dire lontane dagli sfruttati è dir poco, oltre che sempre meno rappresentati sindacalmente grazie alle leggi sulla rappresentanza. solo una presa di coscienza di questa situazione che porti ad un nuovo impegno diretto degli sfruttati potrà migliorare le condizioni di vita nostre, cioe’ degli ultimi.

07 maggio – Civitanova – A14 tamponamento tra tir ferito gravemente uno degli autisti coinvolti
22 maggio – Montefano – elettricista di 49 anni cade da una scala mentre lavora in un impianto elettrico in un maglificio elisoccorso
30 maggio – Ascoli Piceno – operaio alla imballaggi Borgioni rimane con la mano incastrata in un macchinario riportando gravi lesioni
31 maggio – Castel di lama – operaio di 57 anni cade da un altezza di 3 metri in un cantiere riporta la frattura del bacino, di 3 costole e un trauma cranico elisoccorso
5 giugno – Urbino – agricoltore rimane incastrato con le gambe sotto il trattore che si sfrena e si ribalta nel vigneto, riporta gravi ferite
– monteporzio – muratore di 50 anni cade da un ponteggio battendo la schiena, si teme per la piena funzionalità degli arti, elisoccorso
7 giugno – porto sant’elpidio – 60enne cade dall’impalcatura da un altezza di 5 metri in un azienda di tacchi, perde i sensi, gli operai dello stabilimento si fermano, elisoccorso in gravi condizioni
10 giugno ancona – porto banchina 23 operaio di 33 anni muore colpito violentemente al collo da un cavo di ormeggio che si spezza
13 giugno – Ostra – 29enne al lavoro in una palestra cade dal lucernario che si sfonda mentre accompagna degli operai termoidraulici per un sopralluogo, vola da 5 metri atterrando di petto, riporta gravi poli-traumi; è in prognosi riservata
16 giugno – ancona -cantiere navale CNR operaio carpentiere di 46 anni di una ditta esterna cade da 8 metri dal fianco di una nave da crociera in costruzione, battendo il volto sulla fiancata della nave nella caduta, soccorso da un collega che si tuffa in mare per salvarlo riporta fratture allo zigomo un serio trauma cranico e alcune costole rotte con principio di annegamento
18 giugno – Montefalco in foglia – agricoltore rimane ferito incastrato nel rollbar di
sicurezza che evita lo schiacciamento dovuto al ribaltamento del trattore
19 giugno – Tolentino – imbianchino di 51 anni cade battendo la testa fratturandosi anche il bacino
21 giugno serra san quirico – 24enne stramazza su un impalcatura a 7 metri d’altezza senza fortunatamente cadere di sotto elisoccorso in gravi condizioni
27 giugno – ancona – operaio 34 enne cade da circa 8 metri per un solaio che si sfonda finendo dentro la sala consigliare del comune, riporta fratture agli arti e in più parti del corpo
28 giugno – Cantiano – agricoltore 50enne muore schiacciato dal trattore che si ribalta mentre lavora con balle di fieno
29 giugno – Falerone -elettricista 60enne cade dalla scala da circa 3 metri ferendosi alla testa
30 giugno – Arquata del tronto – giovane agricoltore si ferisce con un’attrezzo agricolo soccorso dai paesani poi elisoccorso riporta lesioni interne
2 luglio – ancona – operaio di 48 anni alla SOL rimane ustionato a braccia e collo da una fiammata scaturita da una bombola di ossigeno
11 luglio – Fabriano – cantieri della quadrilatero operaio perde parte del pollice della mano sinistra
15 luglio – Fabriano – cantiere quadrilatero rimane ferito in maniera lieve un operaio medicato al pronto soccorso
19 luglio – Jesi – vola da un impalcatura da 6 metri in un cantiere in zona industriale battendo la testa e torace, elisoccorso riporta gravi poli traumi, muore nei giorni seguenti
30 luglio – Cupramontana – meccanico di 60anni rimane con una gamba sotto un pesante blocco di metallo che gli frattura la gamba e una profonda ferita elisoccorso

A cura del Centro Studi Libertari “Luigi Fabbri” di Jesi