Osservatorio Infortuni sul lavoro – marzo, aprile, maggio 2018

Torna l’osservatorio sugli infortuni in versione trimestrale per questo numero, nonostante un primo maggio dedicato agli infortuni sul lavoro, si susseguono inesorabili gli incidenti dovuti alle condizioni di lavoro non sicure che devono affrontare quotidianamente i lavoratori marchigiani. La fotografia che ci riporta il territorio è la stessa che sentiamo sulla nostra pelle, identica a 30 – 50 anni fa, il tanto decantato 4.0 è innovativo solo per chi cerca sempre modi nuovi e magari anche legali di produrre plusvalore dal sudore di altri, noi qui tra carichi di lavoro in aumento, tagli al personale, turni sempre meno attenti al benessere di chi li svolge. Continuiamo a morire cadendo da impalcature,travolti da carichi,precipitando da altezze che ormai leggi su leggi dovrebbero aver reso sicure; forse sicure per chi poi non paga a dovere il macabro conto che ha sulle spalle. . Cambiano governi, passano campagne elettorali, ma l’interesse che tutti dicono di manifestare verso il mondo del lavoro è rivolto alle imprese. I giovani che tentano un ingresso in questo mondo e i meno giovani che ne bramano l’uscita si scontra con la realtà del capitale fatta di massimo profitto con il minimo possibile di spesa. I lavoratori che si infortunano sono prevalentemente in età lavorativa “matura” anche perché , sono i pochi rimasti. I giovani sono numericamente marginali e la tipologia contrattuale che li rappresenta maggiormente è quella del lavoro con contratto “fantasioso”, che paga la metà delle ore lavorate, che fa stage, che fa solo statistica e non riesce a mantenere famiglie che si impoveriscono sempre di più. É cosi che in Italia nonostante il mercato del lavoro che tutti conoscono, fatto di lavoretti, di conoscenze e lavoro nero (anche per chi ha la carta d’identità giusta) lo sfruttamento è in aumento. I numeri parlano del massimo numero di occupati dall’inizio della valutazione statistica nel 1977! in aumento però solo contratti a termine e precari, e vecchi al lavoro. Ora che si è arrivati al ridicolo di con la speculazione sui numeri, forse qualcuno al governo si accorgerà a breve che anche con tutti i “rinnovamenti” possibili il potere d’acquisto dei lavoratori ad intermittenza non rialzerà mai il prodotto del paese. La regione Marche oramai non più operosa come un tempo tenta di vivere dei soldi degli altri (turismo) che però non è un bene essenziale. I nostri governanti si troveranno città ricche di marginalità sociali che a malapena riusciranno a contenere con la fiaba del degrado urbano che tenta di svuotare le località dai propri abitanti impoveritisi, siano essi di ogni colore. Sono 2600 i giovani che nel 2017 se ne vanno altrove dalle nostre terre aride di prospettive lavorative. Continuano gli imprenditori che si lamentano di essere rapinati di tasse ad essere scoperti con il 30% dei lavoratori in nero e multati di poche migliaia di euro, neanche quelli che guadagnano con questi metodi di sfruttamento. Altri lavoratori a Camerino venivano fatti lavorare in una falegnameria in uno stabile pericolante artigianalmente puntellato dopo essere stato dichiarato inagibile per il sisma.

8 Marzo – Monsano – scontro tra autoarticolati feriti i due conducenti

21 Marzo – Civitanova – operaio 52enne cade dal tetto del capannone dove stava lavorando elisoccorso

26 marzo – calcinelli – operaio di 32 anni precipita da un ponteggio riporta un grave trauma addominale elisoccorso

27 Marzo – Pesaro – camion della raccolta rifiuti si ribalta autista riporta lievi conseguenze

28 Marzo – Fermo – autista sessantenne è morto travolto nel tentativo di azionare il freno ad una cisterna che si è sfrenata all’ingresso della discarica

30 marzo – ripatronsone – agricoltore sessantenne viene ferito alle gambe dalla fresa su cui operava elisoccorso

5 aprile – Gabicce – A14 mezzo pesante perde il controllo e si ribalta autista di 59 anni perde la vita sbalzato fuori dal mezzo nell’incidente

8 aprile – Ancona – zona zipa 40enne cade in cantiere da un impalcatura riportando ferite ad una spalla

10 aprile – monte san vito – operaio di 46 anni viene schiacciato ad una gamba
dalla pressa su cui stava lavorando, liberato dagli altri operai elisoccorso con
traumi da schiacciamento e fratture

12 aprile – san benedetto – A14 tamponamento tra tir, ferito autista elisoccorso coinvolti anche tre motociclisti in due perdono la vita

13 aprile – ancona – in un cantiere per la posa della fibra ottica un operaio di 57anni di una ditta in sub appalto viene investito dal cingolo di un bobcat ricoverato in gravi condizioni riporta la frattura esposta della tibia

20 aprile – Sassoferrato – operaio di 56 anni cade da una scala con il trapano in mano si frattura tre costole
– Porto san Giorgio – A14 incidente tra due autotreni feriti entrambi gli autisti, uno
in maniera grave elisoccorso

31 aprile – Fabriano – autista 55enne di un camion viene investito da un auto mentre aspettava di partire poco distante dalla cartiera elisoccorso con un trauma toracico

10 maggio – corridonia – controllore di autobus aggredito riporta ferite da colluttazione

14 maggio – cingoli – operaio viene travolto da una rotoballa
– civitanova – uomo di 61 anni cade da un impalcatura in un cantiere elisoccorso in
gravi condizioni
– loreto – A14 incidente tra due tir e un furgone che portava 4 operai di anversa,
il bilancio è di un autista di 51 anni estratto dalle lamiere un autista di 39anni
morto investito da un furgone e altri 4 feriti gravi

15 maggio – tolentino – incidente tra 4 mezzi tra cui un camion e un furgone, due autisti feriti lievemente e altre due persone gravi

17 Maggio – Arquata del tronto – tre operai cadono da un impalcatura che si ribalta gravi
Senigallia – operaio in un cantiere per le barriere antirumore del tratto ferroviario
viene travolto alle gambe nella movimentazioni dei carichi elisoccorso
Fano – profilglass operaio di 42 anni si ribalta con un carrello elevatore finendo
nella fossa di carico, riporta una frattura scomposta del bacino e traumi da
schiacciamento a bacino e piede

18 Maggio – acqualagna – due imbianchini 50enni cadono da un impalcatura che cede elisoccorsi uno in gravi condizioni e l’altro in codice rosso con un trauma facciale e sospette fratture

29 maggio – apecchio – operaio di 40 anni boscaiolo si strazia un polpaccio con la motosega prontamente soccorso dall’operaio che lavorava con lui elisoccorso dopo oltre un ora di ricerche
Pesaro – A14 tamponamento tra tir autista 49enne estratto dalle lamiere in gravi
condizioni
Ancona – cantiere navale un 47enne di una ditta in appalto cade a terra e riporta
varie ferite alle gambe

30 maggio – chiaravalle – agricoltore muore schiacciato dal trattore

A cura del Centro Studi Libertari “Luigi Fabbri” di Jesi

Per una sanità pubblica, equa ed onesta!

Nei giorni scorsi ha fatto scalpore la notizia dell’arresto di quattro primari, un direttore sanitario ed un impresario in Lombardia, per reati di corruzione. Non è la prima volta che accade, punta di un iceberg che mostra un volto del sistema sanitario italiano troppo spesso dimenticato: quello di un mercato aperto a profitti di ogni genere, fatti non sempre in maniera onesta, a danno sicuramente della collettività, della salute pubblica, ma soprattutto di un sistema universalista che continuamente viene attaccato perché “costa” troppo, mentre corruzione, affarismo, tangenti, gerarchie e pressioni di ogni tipo prosperano creando una società altra sempre più lontana dai cittadini.

Lungo questa prospettiva qualcuno potrebbe affermare di non fidarsi più di una sanità venduta e controllata dal mercato, di non volere in alcuna maniera che i privati entrino nella gestione della salute pubblica; specie dopo l’abboffata di servizi e posti letto che hanno avuto in questi ultimi venticinque anni di tagli scriteriati. Eppure, in nome sempre del risparmio, dell’economicità, della razionalizzazione, a livello dei governi locali, continua l’attacco alla sanità pubblica. Nelle Marche l’ultimo esempio è quello della PDL 145/17 che apre a sperimentazioni gestionali, nonostante siano già previste da una legge nazionale, e che prolunga le eventuali sperimentazioni dai tre anni previsti, fino a cinque con proroga di un anno ulteriore. Il rischio di una invasione nella sanità pubblica da parte di soggetti privati di qualsiasi tipo è forte, lungo un percorso di discrezionalità dove l’interesse della salute sembra sfumare rispetto a quelli del profitto.

Il quadro che si prospetta a livello regionale non è bello. Nel tempo si sono chiusi i piccoli ospedali (13), nonostante sostenessero una risposta funzionale e vicina ai bisogni dei cittadini. Poi si sono accorpate le ASL nell’ASUR, per poi ridividere in Aree Vaste, con un proliferare degli incarichi da dirigente, che andava di pari passo con la diminuzione dei servizi e l’allungamento delle liste di attesa. In questo l’idea del CUP regionale ha mostrato il suo vero volto: quello di razionalizzare la destrutturazione della sanità per aprire ai privati. Può capitare di andare a decine di chilometri di distanza per un’ecografia o un semplice ECG, e per questo ridurre distanze e tempi facendo semplicemente ricorso alle prestazioni a pagamento: ambulatori privati e attività intramoenia hanno diviso i cittadini in chi può e in chi non può. E poi si viene sbattuti a chilometri di distanza mano a mano che si diventa malati acuti, cronici, lungodegenti, terminali, etc; magari dopo aver atteso molte ore in un Pronto Soccorso.

In tutto ciò, combattere la scellerata PDL 145/17 della Giunta Ceriscioli (che ha visto il governatore molto abilmente tenersi un assessorato chiave come quello alla sanità accampando ogni sorta di pretesto) diventa il punto di partenza per riprendere con forza un discorso di difesa della sanità pubblica, di controllo collettivo dei percorsi decisionali, di trasparenza delle scelte, di dire basta a qualsiasi taglio del welfare e ripartire dai bisogni dei singoli, delle famiglie e dei territori; e non ultimo di difesa anche dei diritti dei lavoratori. La salute, come l’istruzione, e il welfare in generale, non sono costi da tagliare, ma sono un investimento per il capitale umano di una società solidale e giusta, specie quando ogni apertura al mercato significa una riduzione dei diritti e delle libertà conquistate. E questo, va ricordato, accade alle porte del 25 aprile.

No alla privatizzazione della salute. No alla legge 145!

Assemblea per la Salute Pubblica – Jesi e Vallesina

fip. Via Pastrengo 2 – Jesi

Nasce l’Assemblea per la salute pubblica Jesi e Vallesina

Lunedì 16 aprile si sono riunite a Jesi una trentina di persone provenienti da varie esperienze, attivisti di associazioni e movimenti politici, operatori sanitari e comuni cittadini, per discutere insieme dei danni causati dai continui tagli al welfare, in particolar modo dalla privatizzazione della salute e, in ultimo, dai rischi rappresentati in questo senso dalla PDL 145/17 che verrà trattata in Consiglio Regionale martedì 24 aprile.

Il gruppo ha deciso di costituirsi in “Assemblea per la salute pubblica di Jesi e Vallesina”, inserendosi così nella Rete dei Forum per la Sanità Pubblica, che si sta sviluppando in molte realtà della nostra Provincia e della Regione Marche.

Questo nuovo coordinamento intende realizzare fin da subito una campagna informativa a favore di una sanità pubblica, equa ed onesta, a partire dal volantinaggio previsto sabato prossimo a Jesi.

L’Assemblea per la salute pubblica di Jesi e Vallesina invita coloro che ne hanno la possibilità a partecipare al presidio che si terrà il 24 aprile presso la sede del Consiglio Regionale in Ancona, contro la scellerata PDL 145/17 della Giunta Ceriscioli e rivolge un forte richiamo alle organizzazioni dei lavoratori della sanità, ai Sindaci e ai Consigli Comunali di Jesi e della Vallesina, affinché esprimano pubblicamente la loro contrarietà all’approvazione della PDL 145, mettendo in atto ogni azione di loro competenza.

16/04/2018 Assemblea per la Salute Pubblica – Jesi e Vallesina

Comunicato stampa sanità – 12 aprile 2018

La proposta di legge 145 sulle “sperimentazioni gestionali” in sanità, della Regione Marche, è uno dei primi atti avanzati per l’accelerazione della privatizzazione della sanità pubblica. Un percorso che non è iniziato oggi, che non è solo opera del PD a livello regionale, ma che vede coinvolte istituzioni, sindacati, partiti e associazionismo professionale in varia misura da almeno un quarto di secolo a questa parte. Il modello pubblico, universale, e gratuito della SSN è ormai scomparso da tempo nella chiusura dei piccoli ospedali, nella contrazione delle assunzioni di personale, nel super-ticket e nelle lunghe attese nei Pronto soccorso, nell’Intramoenia e nelle lunghe liste di attesa per la diagnostica, e … molto altro ancora. Purtroppo.

La Regione Lombardia, a guida leghista, ha fatto un passo avanti, riformando la sanità locale e chiamando in causa un gestore “altro” che possa prendere in carico un terzo della popolazione, quella affetta da patologie croniche. Multinazionali con sede a Dubai già hanno iniziato a candidarsi. Le Marche in questo si allineano ad una politica nazionale e le varie levate di scudi in atto, in molti casi assumono la valenza della strumentalità, specie da quelle forze politiche che hanno sempre aperto la porta al mercato privato -.

Nei fatti una buona parte dei posti letto pubblici del passato è stata trasformata in posti letto della sanità privata, letta in termini di cronicità, seguita dalla residenzialità privata. Infine poi ci sono quelle corporazioni che urlano da una parte a difesa del pubblico, mentre aprono la porta al welfare aziendale in altre occasioni.

La Proposta di legge della Regione Marche è scellerata, ma qualsiasi battaglia di opposizione che venga chiamata a raccolta deve avere tra i punti di rivendicazione: 1) la garanzia del mantenimento e del potenziamento dell’universalismo sanitario, dell’equità sociale e del diritto all’accesso ai servizi senza dover rincorrere un posto letto in giro per la regione, o pagare un esame arricchendo ulteriormente i soliti baroni; 2) la tutela sindacale dei lavoratori, contro ogni precarizzazione occupazionale o taglio salariale; 3) le garanzie ambientali, dato che ogni volta che c’è il mercato e la voglia di profitto, le scelte liberiste e private vanno sistematicamente in direzione di uno sfruttamento e di una devastazione territoriale senza rimedio; 4) se il rapporto pubblico-privato è inattaccabile (nulla è per sempre), non si deve in alcun modo aprire alla voracità di mutue, enti inutili, assicurazioni di vario tipo (il cosiddetto secondo pilastro) che sarebbe devastante per l’universalismo della sanità italiana.

Lungo la declinazione chiara e irrinunciabile dei punti elencati si potrà dispiegare una campagna di lotta partecipata a difesa della sanità pubblica, per non lasciare da soli lavoratori, malati, famiglie, persone che hanno bisogni sociali e sanitari disattesi sistematicamente dalle istituzioni.

Federazione Anarchica Italiana – Sez. “Bakunin” Jesi; Sez. “Ferrer” Chiaravalle

Alternativa Libertaria/FdCA sez. “Silvia Francolini” Fano/Pesaro

Gruppo Anarchico “Kronstadt” (senza fissa dimora) di Ancona

Fip. Via Pastrengo 2, Jesi

Appello per la salute pubblica

Lunedì 16 aprile, alle ore 21,15 ci sarà un incontro sia sulla sanità
marchigiana in relazione al prossimo avvio della PDL 145/17 sulle
sperimentazioni gestionali che rappresenta una sorta di porta aperta
ad una accelerazione delle privatizzazioni della salute, e sia più in
generale sulle problematiche quotidiane dei cittadini colpiti dal
taglio dei servizi sanitari.

L’incontro è visto in prospettiva per la costituzione a livello locale
di un comitato per la salute pubblica che sappia rendere visibili le
istanze della collettività in tema della salute e sappia raccordarsi
con le altre realtà presenti sul territorio regionale. Un primo
appuntamento è dato dalla scadenza del prossimo 24 aprile in regione,
contro il PDL 145/17.

L’incontro è aperto a tutte le forze politiche e sindacali,
associazioni e singoli cittadini che condividono la necessità di una
costruzione dal basso di una piattaforma condivisa, in difesa della
salute pubblica, e si si terrà presso i locali del Centro Studi
Libertari “Luigi Fabbri” di Jesi, in Via Pastrengo 2.

11 aprile 2018