Osservatorio infortuni sul lavoro Febbraio – Marzo – Aprile 2019

nuovo trimestrale, ma sempre le stesse condizioni di lavoro in regione.Anchein questi tre mesi si sono susseguite morti e menomazioni per chi affronta ognigiorno la violenza del posto di lavoro poco sicuro. 4 morti e 26 feriti trovanospazio nei giornali locali, in maggioranza come spesso accade sono cadute dalavori in altezza che sempre più spesso lasciano segni indelebili nella vita deilavoratori coinvolti.Sappiamo per certo che molti altri incidenti non attirinoil clamore mediatico, ma un paio di giorni di file negli uffici inail, per chi c’èpassato, danno l’idea della realtà dei fatti. i datori di lavoro da parte loro sisento rassicurati dai corsi di formazione svolti alla meno peggio che sisusseguono tra i lavoratori quando poi c’è da andare a modificare l’approccioal lavoro, il numero di personale per svolgere mansioni considerate semplicio acquistare Dispositivi di Protezione Individuale tutto rimane invariato .Emblematici due di questi incidenti avvenuti in questi mesi entrambi conlavoratori lasciati soli in ambienti a rischio che non riescono nemmeno adallertare i soccorsi. Come sanno i lavoratori che si ritrovano in certecondizioni poco possono fare, benché a parole tutti concordino nelle direttive lavorative, nei fatti la realtà del profitto aziendale è ben diversa. aziende chein un quadro regionale che non fa che peggiorare. In 10 anni si sono liquefatti i distretti che facevano parlare della nostra regione, il calzaturiero un tempotraino delle provincie del sud ha perso il 30,9% (15.833 lavoratori) e affrontauna crisi che sembra senza fine. La meccanica perde oltre 12 mila addetti parial 18 %, l’edilizia oltre il 40% con 13.351 addetti nonostante l’ormai famosocantiere più grande d’europa nella zona colpita dal sisma che coinvolgetre provincie su 5 sembra ancora solo sulla carta o sugli annunci politicidato che solo l’8% dei 42.000 fabbricati danneggiati dall’evento sismico è statoricostruito.I comparti che crescono a doppia cifra ci sono, come il settorealberghiero e ristorazione (60,8%), attività sanitarie e sociali (79,3%),istruzione-formazione (76,5%). ma ci sono il 28,7 % dei lavoratori dipendentipercepisce uno stipendio annuo di 10 mila euro, praticamente pur lavorando si è al pari della soglia di povertà anche perché un lavoratore su 3 in regione haun contratto par-time con un aumento del 10% rispetto al 2016.Molte aziendein difficolta inoltre non retribuiscono regolarmente i lavoratori con centinaiadi casi con mensilità arretrate che non entrano nelle statistiche, ma che pesanonei bilanci famigliari. non ci si stupisca se dati istat ci raccontano un quadrodi abbandono da parte delle nuove generazioni, nella città di Ascoli Piceno lafascia d’età 18-35 anni dal 2008 è calata del 15% e in tutta la regione l’indicedi struttura della popolazione attiva che rappresenta il grado diinvecchiamento della popolazione in età lavorativa è passato da 98,2 (2002) a142,2 (2018) indicando se ce ne fosse bisogno che è molto anziana, quindi menodinamica e con minore possibilità di ripresa.
02 febbraio – Tolentino –  operaio 24enne si schiaccia un dito della mano in una pressa di  carpenteria metallica, elisoccorso
                        Ancona – operaio 54enne si ribalta con il bobcat riporta grave trauma al bacino trasportato d’emergenza in sala operatoria
9 febbraio   -Fabriano  – operaio di 38 anni si amputa una mano mentre taglia la legna con una sega a nastro
14 febbraio  –  Fabriano – mentre è al ritorno dal lavoro 53 enne perde la vita in un incidente auto camion
16 febbraio  – san benedetto  – autista 52enne cade dalla pedana del rimorchio mentre scarica
18 febbraio   – Montefalco in foglia – operaio di circa 40anni cade mentre trasporta materiali battendo forte la testa
21 febbraio  – ponzano –  agricoltore di 80 anni muore schiacciato nel ribaltamento del trattore
25 febbraio   ancona  -60enne cade dalla scala mentre esegue dei lavori presso un abitazione soccorso in condizioni critiche
26 febbraio  ancona  – fincantieri 31 enne cade da una scala all’alba battendo la testa riporta trauma cranico
28 febbraio   -Mondolfo – operaio di 38 anni si amputa la punta di un dito e si ferisce altre due  dita mentre lavora ad un albero di un imbarcazione a vela
                      San Benedetto – marinaio su un peschereccio a 35 miglia dalla costa si rompe una gamba soccorso dalla capitaneria di porto
5 marzo  – Potenza Picena   -66enne a lavoro su una quercia cade da 6 metri elisoccorso in gravi  condizioni
                   Ancona  piattaforma petrolifera ENI barbara f a 60 km dalla costa, una gru si spezza mentre carica un bombolone di azoto precipitando in mare colpisce un imbarcazione  di supporto ferendo gravemente due marittimi di 53 e 48 anni elisoccorsi,
                    il manovratore 63 enne muore ripescato  sul fondo incastrato nella cabina nei giorni seguenti
6 marzo    San Benedetto – operaio 45enne viene colpito da un mezzo meccanico riporta gravi ferite alla testa e ad una gamba
7 marzo   –  Ancona – infermiera 30enne del 118 si ferisce alle costole in automedica costretta ad una brutta frenata
                   San Benedetto – operaio accusa un malore in industria alimentare dopo uno sversamento di ammoniaca e conseguente crisi respiratoria
9 marzo – Montemarciano – A14 camion frigo esce di strada si ribalta e s’incendia ferito l’autista
11 marzo – Ancona – autista di 58 anni di autobus privato per il trasporto in discoteca viene preso  a pugni in faccia trasportato in ospedale
                  Castelraimondo – auto investe due operai che lavorano sulla strada ricoverati in in gravi condizioni un uomo 30 enne e una donna di 53anni
18 marzo – Tolentino -pastore di 69 anni viene investito e muore mentre accompagna il gregge
26 marzo – Jesi – 54enne addetto alla manutenzione caldaie rimane gravemente ferito dall’ esplosione della caldaia dell’ospedale cittadino che lo colpisce con il portellone  sbalzandolo di diversi metri,riporta traumi cranico/facciali e toracico lavorava da solo soccorso dagli abitanti nelle  vicinanze che sentono l’esplosione e i lamenti dell’uomo sanguinante
30 marzo – Senigallia – antennista di 53 anni si ferisce ad una gamba su un tetto, rimane immobilizzato da solo riesce con il cellulare ad avvertire i soccorsi.
1 aprile – Senigallia – operatore marittimo cade da una scala su un muretto mentre prepara lo  stabilimento balneare per la stagione, batte la testa e riporta varie fratture.
3 aprile – Ancona – autista di autobus aggredito con una testata da un passeggero che vuole cambiare il tragitto del mezzo, riporta lievi ferite
4 aprile – Pesaro – presso la Promec srl un operaio esterno di 40anni mentre piazza un macchinario da 10 tonnellate lo schiaccia parzialmente per lo schianto di uno spessore di posizionamento ricoverato per accertamenti
19 aprile – Monsanpolo – 40enne si versa olio bollente nel ristorante stella, riporta gravi ustioni elisoccorso
24 aprile – Colonnella – operaio di 52 anni alla Ascoli lamiere rimane incastrato con un braccio nella pressa mentre sagomava lamiere operato in ospedale è in prognosi riservata
A cura del Centro Studi Libertari “Luigi Fabbri” di Jesi

Sgomberato il Centro sociale anarchico a Torino…

Arrestati anarchici a Trento e dintorni. Sbandierate conferenze stampa dell’allerta del Viminale sul pericolo terrorismo di anarchici e centri sociali. Difficile star dietro alla campagna mediatica del governo giallo-verde, e del suo protagonista assoluto: il Ministro dell’Interno.

Eppure sembra un film già visto. Iniziato con lo sgombero di una casetta abusiva di una famiglia di Rom (italianissimi), proseguito con il sequestro (di fatto) in mare di 177 poveracci, continuato con la demonizzazione di mendicanti, grande pericolo per il decoro delle città, e dei richiedenti asilo per motivi umanitari. A latere tocca anche alle donne, con il disegno di legge di Pillon, ai minori, con la richiesta di abbassare a 12 anni l’imputabilità, mentre malaffare, bombe mafiose, sparatorie camorriste, caporalato e nuova schiavitù disegnano sempre più il quadro socio-economico di questo paese.

Al welfare state si sta sostituendo un war-fare state, utile a far crescere l’angoscia sociale, a reprimere il dissenso, a monetizzare il disagio. Un quadro brutto, fosco, che spinge sempre più verso un autoritarismo classista, cancellando lo stato di diritto. Un quadro in cui non bisogna cedere né alle provocazioni dell’arroganza del potere, né a quelle dello squadrismo fascista (che può occupare edifici e imperversare), e men che meno allo sconforto di chi vuol rubare il futuro riportando l’Italia al passato.

Come anarchiche e anarchici, come lavoratrici e lavoratori, donne e uomini liberi alziamo un grido di denuncia contro la violenza e il terrorismo mediatico che colpisce gli ultimi, impoverisce questa società, e nasconde l’incapacità (e la volontà) delle classi al potere di poter affrontare concretamente e democraticamente i problemi di questo paese. Quello in atto è un film già visto, e sappiamo quando già in passato fu alto il prezzo del biglietto pagato dal popolo. E sappiamo anche come andò a finire.

FAI – Federazione Anarchica Italiana
sez. “M. Bakunin” – Jesi
sez. “F. Ferrer” – Chiaravalle
Alternativa Libertaria / FdCA
sez. “S. Francolini” – Fano/Pesaro
Gruppo Anarchico “Kronstadt” – (senza fissa dimora) Ancona

Statuto Comunale – Comunicato Stampa

Comunicato Stampa del 20 febbraio 2019

Torna la questione delle modifiche allo Statuto comunale. Sembra che se ne potrà discutere, come già avvenuto lo scorso autunno in una iniziativa dell’ANPI, anche a livello pubblico, il prossimo 26 febbraio. Conferme ed indicazioni in merito però ancora non ci sono. Il gruppo di Jesi in Comune si è espresso in maniera chiara sulle modalità e le finalità legate alle modifiche apportate.

Dal canto nostro possiamo sottolineare alcuni elementi. L’adeguamento ai cambiamenti normativi, che poteva essere fatto quasi meccanicamente rispettato le indicazioni di legge, è diventato occasione per riscrivere i principi fondanti dello statuto, la cui lettura, nella versione proposta dall’Amministrazione, fra aggettivi, ripetizioni, avverbi vari e passaggi ridondanti, fa pensare più ad un qualcosa che rappresenta una via di mezzo fra la propaganda elettorale, il revisionismo e la riscrittura di parte dell’identità di una città. In pratica non si capisce perché i principi presenti nello statuto precedente siano stati modificati. Eppure rappresentavano il comune sentire di un pluralismo di cui l’Amministrazione e la città si erano fatti portatori; mentre la versione proposta, su cui molto c’è da ridire, probabilmente verrà adottata a colpi di maggioranza. Fatto metodologicamente poco rappresentativo, democratico e partecipato, ma soprattutto che segna ulteriormente la distanza fra il Palazzo e la collettività, fra paese legale e paese reale.

Per intenderci, non ci entusiasma parlare dello statuto comunale. Una comunità è quello che riesce ad esprimere nella quotidianità, nella solidarietà, nell’inclusione di chi ha bisogno, e non quello che viene astrattamente scritto di essa. E crediamo invece che i momenti di discussione pubblica dovrebbero molto di più caratterizzare le scelte politiche ed economiche di questa città legate all’ambiente, al lavoro, alle differenze e al sostegno degli ultimi.

La riscrittura dello statuto poteva essere una di queste occasioni, ma non tanto per i principi da cambiare, quanto per capire gli strumenti offerti per un allargamento della partecipazione collettiva alla “cosa pubblica”, a quella Respublica Aesina, che si riscopre falsamente regia. Miracoli del sovranismo e del populismo dominanti.

F.A.I. – Federazione Anarchica Italiana

sez. “M. Bakunin” – Jesi

sez. “F. Ferrer” – Chiaravalle

Osservatorio Infortuni sul lavoro nov-dic-gennaio 2018-2019

 

chiudiamo e apriamo l’anno con questo numero che è trimestrale, sono 22 i morti sul lavoro per il 2018 in regione, e 18621  le denunce di infortuni ricevute dall’inail di cui 2845 in itinere. in aumento nelle marche le denunce di malattia professionale ( + 673 casi ) con un aumento nel settore industriale che nella sola provincia di Ascoli ha un +203 casi.  in aumento anche i casi rilevati al sistema nervoso e ostemuscolare (+494 casi).la nostra pur piccola regione come numero di lavoratori annovera ben 4 città tra le prime cento in Italia ( Ancona, Falconara, Senigallia e Pesaro)  con un’alta percentuale di morti per mesotelioma. la sicurezza oltre ad essere una questione di controlli , di
esperienza dei lavoratori nella propria rispettiva mansione e della conoscenza  dei rischi legati al propprio lavoro, forse potrebbe coinvolgere anche la tipologia di contratti in regione: ormai il 77,7%  (7560 totali) è a tempo determinato. intanto le imprese nelle marche, a differenza del resto dell’Italia anno un saldo negativo di 0,34% (-594) principalmente nel manifatturiero, commercio ed edilizia. come ripetiamo da tempo, la percentuale di controlli effettuati nelle aziende è misera e non garantisce di certo la sicurezza dei lavoratori, visto che coinvolgono solo il 5% delle imprese, poco più di quelli eseguiti conseguentemente a segnalazioni di infortuni avvenuti. in 7 anni gli organici SPSAL (vigilanza) sono diminuiti del 20%, quando ci vengono a parlare di sicurezza questi numeri bisogna ricordarseli. in Italia intanto il governo parla molto di immigrazione,ma molto poco di lavoro. il reddito “elettorale” di cittadinanza si avvicina dopo mesi di chiacchiere, e le stime sul territorio evidenziano la pochezza che già si intuiva, nella Vallesina si attendono solo 5-600 aventi diritto, ma non c’è da stupirsi visti i paletti inevitabili date le ristrettezze di bilancio. forse il discorso potrebbe essere meno ridicolo sulle pensioni a quota 100, che vedono i molti lavoratori (giunti ormai ad età avanzata e reduci da fallimenti aziendali e chiusure di grandi gruppi) sperare di riuscire a mantenere un reddito dignitoso mentre questo  si assottiglia sempre più e a volte non risulta nemmeno sufficiente a mantene un livello di salute decente, visto anche il modello sanitario privatistico  che si va instaurando, potenziando i disservizi pubblici in maniera subdola, da parte di questa giunta.

5 novembre – Fabriano  -imprenditore 75enne rimane ustionato al volto torace e braccia da esplosione di una cisterna che stava tagliando con la mola, trasportato a cesena
al centro ustionati,salva la vista grazie agli occhiali protettivi,in prognosi riservata
6 novembre – cagli   – operaio di 46 anni mentre pulisce le caditoie di un azienda precipita da
8 metri a causa del tetto che gli cede sotto i piedi elisoccorso in gravi condizioni
7 novembre – san benedetto – operaio di 39enne cade da un impalcatura in cantiere batte la testa
14 novembre  – Urbino  – operaio di 43 anni cade con il bobcat in una voragine di 4 metri mentre
lavorava su un giardino pensile della curia, difficile il recupero, riporta
gravi politraumi sospette fratture alle vertebre e schiacciamento polmonare
19 novembre –  Senigallia- netturbino della ditta Rieco rimane con un braccio incastrato nel compattatore del camion per l’immondizia riporta ferite lievi

29 novembre – monte san giusto – elettricista di 40 anni cade dal cestello che si pezza mentre monta luminarie per il natale in un azienda di scarpe, elisoccorso
8 dicembre   – Jesi – autista 52 enne muore travolto da un camion sulla statale mentre sistema il triangolo, l’altro conducente del mezzo investitore rimane incastrato tra le   lamiere elisoccorso riporta emorragie interne e lesioni agli arti inferiori.
20 dicembre -Serra de’Conti  – imbianchino cade dall’impalcatura mentre tinteggia l’esterno di  una palazzina soccorso in codice rosso
21 dicembre – San Ginesio  – operaio di 56 anni cade da un impalcatura da un altezza di 3 metri  battendo la testa elisoccorso
24 dicembre – Ancona – agricoltore di 85 anni muore  ribaltandosi con il trattore
3 gennaio – Jesi – operaio di 34 anni cade mentre sistema un palo del telefono che si spezza, riporta una ferita alla testa e probabili fratture al bacino e caviglia
15 gennaio – Lampedona – 50enne mentre lavora nei campi si ferisce con la motosega ad una arte  elisoccorso
23 gennaio – Tre Castelli – frontale tra camion e auto, l’autista rimane incastrato tra le lamiere della cabina e rimane ferito, il conducente dell’auto muore sul colpo.
29 gennaio – Fano – autista di autobus rimane ferito lievemente in un incidente
30 gennaio – Sassoferrato – autista di scuolabus esce di strada per il ghiaccio elisoccorso, Matelica – muratore 50enne cade dal 4 piano di una palazzina in costruzione muore sul colpo
A cura del Centro Studi Libertari “Luigi Fabbri” di Jesi

Comunicato Stampa del 16 gennaio 2019

Nei giorni scorsi ci ha lasciato Laura Kerov Ghiglianovic, nipote dell’anarchico e antifascista Balducci Arnaldo, emigrato in Argentina negli anni del regime e perseguitato politico. Laura da tempo viveva lontano da Jesi. Aveva iniziato la sua presenza nell’impegno politico dando vita, assieme ad altri studenti, al coordinamento studentesco di Jesi durante le lotte del movimento della pantera, all’inizio degli anni ’90. Aveva partecipato alla costruzione del fondo Balducci al fine di mettere a disposizione dell’Archivio del Centro studi libertari “Luigi Fabbri” una parte importante di memoria storica di questa città. La sua persona modulava l’impegno politico e la continua ricerca culturale con la passione di sempre per la danza e per le discipline Yoga. Una malattia cattiva l’ha strappata ai suoi cari, ma non alla memoria politica di Jesi, e all’affetto di tutte e tutti coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerla e di volerle bene.
Centro Studi Libertari “Luigi fabbri” – Jesi
FAI – Federazione Anarchica Italiana
   sez. “M. Bakunin” – Jesi
   sez. “F. Ferrer” – Chiaravalle